Roma, 25 mag. (askanews) – Gli scarti di un prodotto italiano di eccellenza come la Mela Annurca Campana IGP possono essere trasformati in risorse ad alto valore aggiunto, pronte per diverse applicazioni (alimentare, nutraceutica, cosmetica). È questo l’obiettivo del progetto Valmegrea, condotto da ENEA in collaborazione con l’azienda agricola Terra Nostra, in linea con i principi di bioeconomia circolare. Nel settore agroalimentare, tra il 10% e il 35% della produzione di mele viene infatti destinata alla trasformazione industriale, generando sottoprodotti spesso trascurati, come bucce, semi e torsoli. Un problema, informa una nota, che riguarda da vicino anche la Mela Annurca, una varietà nota sin dal tempo dei romani e tradizionalmente coltivata nell’area flegrea e vesuviana. Il progetto Valmegrea punta a ridurre gli sprechi e aprire la strada a nuove opportunità economiche, attraverso l’applicazione di due tecniche principali: la liofilizzazione, che permette di ottenere polveri concentrate preservando le proprietà nutrizionali e funzionali dei sottoprodotti; l’estrazione con CO2 supercritica, che consente di ricavare oli e molecole lipofile senza residui di solvente nel prodotto finale. Attraverso questi processi è possibile recuperare polifenoli e acidi grassi polinsaturi che possono essere poi utilizzati per realizzare alimenti funzionali, oppure per l’impiego in nutraceutica, cosmetica e, più in generale, nel fiorente mercato degli ingredienti naturali di alta gamma.
ENEA, prodotti ad alto valore aggiunto da scarti di mela annurca campana
Progetto Valmegrea in collaborazione con Terra Nostra
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