Arriva la stretta della Regione Puglia sulle locazioni turistiche e sugli affitti brevi. La giunta regionale ha approvato un disegno di legge che introduce la possibilità, per i Comuni a più alta pressione turistica, di fissare limiti, criteri e tetti alle nuove aperture, intervenendo su un fenomeno in forte espansione e sempre più impattante sugli equilibri abitativi dei centri urbani. Il provvedimento – che ora passerà all’esame del Consiglio regionale - nasce per governare il fenomeno dell’overtourism e fornire agli enti locali strumenti più efficaci per evitare che la crescita dei flussi turistici si traduca in una progressiva riduzione dell’offerta di abitazioni destinate ai residenti. L’obiettivo è riequilibrare il mercato immobiliare, tutelando la funzione residenziale dei centri urbani e mantenendo al tempo stesso il turismo come leva economica fondamentale per il territorio.

I NUMERI Il fenomeno delle locazioni turistiche brevi, trainato dalle piattaforme digitali, ha conosciuto negli ultimi anni una crescita costante e strutturale. In Puglia risultano oggi 44.883 immobili attivi destinati a questo tipo di utilizzo. Nel 2025 queste attività incidono per il 18,7 per cento degli arrivi turistici e per il 17,1 per cento delle presenze complessive, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Un’espansione che ha contribuito alla vitalità economica dei territori ma che, allo stesso tempo, ha inciso in modo rilevante sulla disponibilità abitativa e sugli equilibri sociali di molte città e località a forte vocazione turistica.