Gli attivisti della Flotilla Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati in Libia e portati a Bengasi, sarebbero trattati come possibili clandestini

Stefano D'Alessio

Giornalista pubblicista. Laureato in Comunicazione, per anni si è occupato di sport e spettacolo. Scrive anche di attualità, cronaca e politica. Ha collaborato con importanti testate e programmi radio e tv, a livello nazionale e locale.

I due attivisti italiani della Flotilla Domenico Centrone e Dina Alberizia, che sarebbero stati fermati a Sirte in Libia da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar, sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini.

Lo hanno riferito fonti informate, come riportato da Adnkronos.Un convoglio di circa duecento persone, sette ambulanze e dieci camion umanitari intendeva aprire un varco umanitario attraverso la Cirenaica, in direzione Gaza. Le autorità della Libia orientale hanno di fatto bloccato il passaggio. Una delegazione di dieci persone, con due auto e un’ambulanza, avrebbe avanzato la sua posizione per negoziare, ma da quel momento di loro non si sono avute più notizie.Domenica Global Sumud Italia aveva riferito che si erano persi i contatti con un gruppo di attivisti del ‘Global Sumud Land Convoy’, che includeva italiani, dopo che si erano avvicinati a un posto di blocco a Sirte per negoziare il passaggio. Il convoglio trasporta aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia di Gaza e sta cercando di raggiungere il territorio palestinese via terra.ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO.