I due attivisti italiani della Flotilla "terrestre" fermati in Libia sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti legali dell'organizzazione. Si tratta di una piemontese e un pugliese, Domenico Centrone, originario di Molfetta. “Abbiamo perso i contatti con loro a Sirte - spiega la portavoce italiana Maria Elena Delia. Secondo quanto ci risulta finora, potrebbero essere stati arrestati perchè entrati nella regione senza ”permesso di sicurezza". I legali non escludono che possano essere espulsi già oggi. "Dovrebbero andare stamane davanti al giudice, quindi mi auguro che il giudice decida di farli ritornare in Italia", ha detto ai cronisti a Roma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Stiamo parlando con la nostra interlocuzione a Bengasi". "Mi auguro che li possano espellere il prima possibile, ci stiamo lavorando", ha aggiunto il ministro. I dieci attivisti bloccati in LibiaIn totale sono dieci gli attivisti fermati, fanno parte del gruppo impegnato nella missione "terrestre" verso Gaza. Il convoglio terrestre della Flotilla provava ad aprire un varco umanitario attraverso la Cirenaica verso Gaza.Il gruppo di attivisti sarebbe stato fermato dai miliziani libici e, secondo quanto apprendono da fonti locali gli stessi membri del movimento globale, sarebbero poi finiti agli arresti. La rete internazionale degli attivisti della Flotilla si trova al centro di una doppia, drammatica emergenza che si sviluppa tra le sabbie della Libia e le carceri israeliane. Nelle ultime ore, i riflettori si sono accesi sul territorio libico controllato dalle forze del generale Khalifa Haftar, dove si sono perse le tracce di un gruppo di volontari, tra cui figurano due cittadini italiani. Khalifa Haftar (ansa) Bufera in Israele: scontro totale tra Herzog e Ben-GvirParallelamente, la Flotilla è al centro di uno scontro istituzionale senza precedenti in Israele, innescato dalla diffusione di immagini che mostrano umiliazioni e maltrattamenti ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla. I video, diffusi dal ministro ultraconservatore della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, hanno provocato la durissima reazione del presidente israeliano Isaac Herzog.In un discorso dai toni durissimi, Herzog ha condannato gli "atti brutali" commessi da “una manciata di persone” convinte che i fermati non abbiano diritti umani, arrivando a definire i coloni violenti in Cisgiordania come una “folla senza legge”."È vietato abusare dei detenuti, per quanto spregevoli possano essere — ha scandito il presidente — così come è vietato farsi giustizia da soli".La replica di Ben-Gvir è arrivata via social su X, gelida e frontale: “Un presidente di uno Stato che chiama centinaia di migliaia di cittadini del suo Stato 'bestie' non è degno di essere presidente. Punto”. Attivisti Flotilla bendati e in ginocchio, Ben Gvir li deride (ansa) Attivisti Flotilla bendati e in ginocchio, Ben Gvir li deride (Reuters) La difesa dell'esercito israelianoMentre la polemica politica infuria, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno respinto categoricamente ogni accusa di violenza strutturale da parte dei propri militari durante le operazioni a protezione del blocco navale. Contattata dall'ANSA, l'unità del portavoce dell'IDF ha precisato:“Gli ordini delle IDF prevedono un trattamento rispettoso e appropriato per i membri delle flottiglie a bordo delle imbarcazioni intercettate, esistono procedure chiare e consolidate. Non siamo a conoscenza di episodi specifici di violazione di tali procedure vincolanti all'interno delle IDF. Qualsiasi denuncia concreta sarà esaminata a fondo”.Secondo quanto chiarito dal comando militare, una volta sbarcati al porto di Ashdod, la responsabilità della sorveglianza degli attivisti era passata interamente nelle mani del personale del servizio penitenziario e della polizia, istituzioni che fanno capo proprio al ministero guidato da Ben-Gvir.