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Sei gol ma tanta presenza in campo, soprattutto nel girone d’andata, per Isyakha Tourè con la maglia del Messina. L’esterno è stato a lungo “l’uomo in più” a cui aggrapparsi tecnicamente, nella ricerca dello spunto, soprattutto sotto la gestione targata Pippo Romano: nel suo 3-5-2 l’ex Chieti è stato adattato in attacco accanto a Roseti, inamovibile per le sua capacità di accelerare e cambiare passo, facendo salire la squadra e trovando la profondità.
I problemi sono iniziati al giro di boa, per lui e anche per la squadra: guaio fisico avvertito nell’ultima d’andata, che lo ha costretto a saltare il derby di Milazzo. Poi il rientro, la ricerca di una condizione adeguata, l’adattamento tattico nella giostra dei cambiamenti tra Parisi e Feola. Insomma, non un periodo brillantissimo, ma anche nel finale il Messina ha cercato di rimanere a galla grazie alle sue qualità, per provare ad assicurarsi la categoria. Tre supergol: quello in casa del Favara poi vanificato dalla rocambolesca coda di gara, ancora dopo le marcature con Ragusa (su assist di Tedesco) e col Milazzo (in giocata solitaria). Più sotto punta che attaccante, con una brillatezza che purtroppo per i biancoscudati si è persa nel blocco tattico dello stadio “Campo”, nel playout pareggiato a Ragusa.
















