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Il grande limite del Messina è stato il reparto offensivo. Appena 15 reti nella prima parte del campionato, sanate dalla solidità difensiva e dagli 8 “clean sheet” di Sorrentino. Saverino aveva chiuso da miglior marcatore con 4 gol, seguito da Roseti e Toure a quota tre, con un reparto da subito impoverito dalla partenza di Reis dopo appena una gara e mezza.
Un bottino insufficiente, che avrebbe richiesto interventi incisivi nel mercato invernale: arriva subito Tedesco, che porta esperienza e personalità, ma un contributo di appena tre reti contro Acireale, Enna e Reggina. Poi un lungo digiuno nelle ultime undici partite, tanto che con 4 gol fanno meglio Toure (a lungo infortunato) e Roseti, utilizzato col contagocce nel ritorno: appena 662’ giocati, 14° per impiego nella rosa, la metà rispetto a Tedesco.
Le delusioni più grandi restano quelle legate a Zerbo e Kaprof, il cui arrivo ha alimentato solo la confusione creata da un mercato condotto da più soggetti.
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