VENEZIA - Una domenica da estate, sole tutto il giorno e picchi di 30 gradi. Al termine di una giornata così, ieri sera non poteva stupire la rilevazione dell'affluenza media in Veneto, per le elezioni a cui fino alle 15 di oggi sono chiamati 520.000 elettori per la scelta di 51 sindaci e la composizione di altrettanti Consigli comunali: alle 23 risultava aver votato il 41,87% degli aventi diritto, cioè 7 punti in meno rispetto al 48,89% del 20 settembre 2020.
Un calo visibile pure a Venezia, città su cui sono puntati i riflettori della politica anche nazionale, trattandosi dell'unico capoluogo di regione coinvolto da questa tornata, per cui al di là degli aspetti amministrativi locali il voto viene considerato dagli analisti come un test per misurare la forza attuale delle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra. IL CAPOLUOGO Fra la laguna e la terraferma, alla chiusura notturna delle urne è stata registrata una partecipazione del 41,78%, contro il 46,10% conteggiato alla stessa ora cinque anni e mezzo fa: una riduzione del 4,32%, più contenuta di quella veneta e in linea con la tendenza nazionale. La flessione era stata notata già nel corso della giornata: alle 12 si era recato a votare il 14,36% dei 201.713 aventi diritto (la volta scorsa era stato il 15,40%) e alle 19 il 31,30% (nella consultazione precedente il 36,20%).Nella corsa alla successione del fucsia Luigi Brugnaro, arrivato al termine del secondo mandato, gli sfidanti dei due principali schieramenti hanno provato a dare il buon esempio, esibendo la tessera elettorale già al mattino: Simone Venturini al seggio allestito a Ca' Farsetti, sede del Comune di Venezia; Andrea Martella nella postazione collocata all'interno della scuola primaria Cesare Battisti a Mestre. Va sempre ricordato che nel complesso sono 8 i candidati alla carica di sindaco del capoluogo del Veneto, per un totale di 20 liste. Inevitabilmente però in queste ore l'attenzione degli osservatori a livello nazionale è riservata soprattutto agli alfieri dei partiti principali. Il centrodestra ci riprova con Venturini, 38 anni, assessore uscente, sostenuto da 6 liste: la civica che porta il suo nome, Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Unione di Centro, Partito dei Veneti. Il centrosinistra mira a riprendersi il municipio con Martella, 57 anni, senatore e segretario regionale del Partito Democratico, supportato da 7 compagini: Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Rifondazione Comunista, Venezia Riformista, Venezia è Tua, Terra e Acqua.In lizza ci sono poi gli aspiranti primi cittadini Andrea Martini (Tutta la Città Insieme e Ambiente Bene Comune), Michele Boldrin (Ora!), Luigi Corò (Futuro), Roberto Agirmo (Szumski Resistere Veneto), Pierangelo Del Zotto (Prima il Veneto) e Claudio Vernier (Città Vive). GLI ALTRI Osservando le varie province, ieri e oggi vanno al voto 3 Comuni nel Veneziano, 12 nel Padovano, 6 nel Trevigiano, 9 nel Bellunese, 1 in Polesine, 10 nel Vicentino e 10 anche nel Veronese. Sono però solo 7 i municipi interessati dall'eventuale ballottaggio il 7 e l'8 giugno, in quanto contano più di 15.000 abitanti, nel caso in cui all'esito dello spoglio di questo pomeriggio nessun candidato ottenesse la maggioranza assoluta dei consensi. Oltre a Venezia, si tratta di Monselice, Albignasego, Castelfranco Veneto, Arzignano, Lonigo e San Bonifacio.In attesa dei risultati, sulla carta le sfide sono interessanti. Centrodestra spaccato a Monselice (affluenza al 46,08%, in calo di 10 punti), rimasto orfano della sindaca leghista Giorgia Bedin, eletta consigliera regionale. Da allora il reggente è il suo vice Stefano Peraro, centrista sostenuto dalla Lega e da Fratelli d'Italia. Ma non da Forza Italia, che in Regione è rappresentata dall'assessore padovana Elisa Venturini e punta sull'ex primo cittadino Fabio Conte. Il centrosinistra risponde unito con Franco Ennio, presidente del Monselice Volley 86. Restando in provincia di Padova, ad Albignasego (partecipazione al 42,80%, in flessione di 4 lunghezze) i concorrenti sono solo due: Valentina Luise per il centrodestra e Alberto Bettella per il centrosinistra. Molto più affollata, nella Marca, è invece la competizione di Castelfranco Veneto (affluenza al 37,10%, cioè -8%), altro municipio rimasto senza il sindaco dopo l'elezione di Stefano Marcon a consigliere regionale. Cinque in gara: Luca Pozzobon con Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Pozzobon Sindaco; Maria Ghimenton con Partito Democratico, Castelfranco Può e Castelfranco Civica; Daniele Manente con Avanti Castelfranco, Cambiamo Castelfranco e Punto d'Incontro; Diego Giovine con Onestà e Trasparenza; Paolo Ceschini con Nova Republica.















