Con una fredda mail arrivata all'alba il founder di Meta Mark Zuckerberg lascia a casa 8mila dipendenti, una trentina pure in Italia, e spiega che l'azienda deve correre sull'Ai. Nel frattempo brinda per la trimestrale d'oro portata a casa
A mano a mano che il sole sorgeva, le email tutte uguali, pre-impostate perché partissero all’alba, contenenti l’avviso di licenziamento, spiccavano il volo da Menlo Park per essere inoltrate in migliaia di caselle postali di altrettanti (ex) dipendenti di Meta, Big Tech americana che ha nel portafogli Facebook, Instagram e WhatsApp attualmente alle prese con le gravose spese per l’Intelligenza artificiale (per ingraziarsi Donald Trump ha dovuto promettergli l’investimento monstre di 600 miliardi in data center americani). Da qui, appunto, la necessità di stringere i cordoni della borsa e tornare a licenziare in modo massiccio, nonostante i conti in costante crescita.
LA GRANDINATA DI MAIL DI LICENZIAMENTO
E’ il racconto – che a tratti pare di fantascienza, incentrato su di un futuro distopico – arrivato sulle pagine del New York Times: i primi a ricevere la notizia, perciò, sono stati i dipendenti degli uffici di Singapore, con una mail che alle 4 del mattino li informava, possiamo immaginare, di recuperare i loro effetti personali e lasciare a fine giornata il proprio badge alla guardiola.














