“La scuola appartiene agli studenti, non è delle associazioni di destra”, il commento del presidente della Commissione “Antifascismo e Memoria Storica” della Consulta studentesca provinciale di Roma.

"Non è la prima volta che i rappresentanti di destra provano a metterci i bastoni fra le ruote. Il fatto che si siano schierati per eliminare la parola Antofascismo dal nome della nostra commissione è soltanto l'ultimo episodio che possiamo raccontare". A parlare con Fanpage.it è Simone Casalino, il presidente della commissione Antifascismo e Memoria Storica, oggi rinominata Memoria Storica e Democrazia, per volere della componente di rappresentanza studentesca de destra.

A scegliere di cambiare nome alla commissione i rappresentati di Gioventù Nazionale e Azione Studentesca con una discussione avviata durante la seduta del Consiglio di Presidenza della Consulta. "In pratica davanti a 15 persone invece che alle 300 che sono presenti durante le assemblee plenarie", ha già spiegato nei giorni scorsi Elena Sofia Patané, eletta dal liceo Virgilio e presidente della Commissione Pari Opportunità in Consulta. Secondo la mozione presentata dalla componente di destra, infatti, utilizzare il termine "Antifascismo" rischierebbe di essere divisivo a differenza di democrazia che "presuppone per definizione il rifiuto di ogni forma di totalitarismo, autoritarismo e negazione delle libertà fondamentali" e che "consente dunque di affermare in maniera chiara e non ideologica il quadro valoriale di riferimento della Commissione, senza la necessità di richiamare esplicitamente singole esperienze storiche, ma collocando l’azione istituzionale all’interno di un orizzonte di principi condivisi".