HomeMassa CarraraCronacaQuando l’amore incontra l’odio. La ferita di Medea parla al presenteNon un’eroina da assolvere, non un mostro da condannare, ma una ferita antica che continua a parlare al presente. Al...Jacopo Marconi, registaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNon un’eroina da assolvere, non un mostro da condannare, ma una ferita antica che continua a parlare al presente. Al Garibaldi venerdì alle 21, Gli Itineranti porteranno in scena ’Medea. La donna, la madre, la straniera’, una versione rinnovata di un testo che segue la compagnia fin dai suoi esordi. Diretti dal regista Jacopo Marconi, saliranno sul palco Alessia Cangelosi, Lucia Amenduni, Christian Marcesini, Elena Raffaelli, Davide Pianini, Giulia Rigo, Arianna Santini e Mario Cucurnia, in una tragedia che non ha bisogno di essere modernizzata: parla già, con forza brutale, di casa, coppia, esclusione e vendetta.

Al centro c’è una figura magnetica, quasi sola davanti allo spettatore: una donna che respinge e attrae, vittima e carnefice, capace di trasformare il dolore in una vendetta irreparabile. Il cuore dello spettacolo è quella zona scomoda in cui lo spettatore si scopre attratto da ciò che dovrebbe respingere. Marconi parla di "empatia negativa": "Non l’assoluzione di Medea, non la giustificazione della sua colpa, ma la necessità teatrale di entrare nella sua contraddizione. Medea è donna, madre, straniera, barbara, maga; viene dalla Colchide, da un altrove percepito come estraneo alla civiltà greca, e porta addosso lo stigma di chi non vi appartiene".