"ORO e argento prendono fiato". Si intitola così un recente commento di Ned Naylor-Leyland, gestore del fondo d’investimento Jupiter Gold & Silver Fund che ha osservato con attenzione la brusca frenata dei prezzi dei metalli preziosi dopo una lunga fase rialzista. L’oro, ricorda il money manager britannico, ha toccato a gennaio nuovi massimi storici, salvo poi correggere in maniera significativa a marzo, in un contesto di forte volatilità dei mercati finanziari internazionali. Secondo Naylor-Leyland, il conflitto con l’Iran e il clima di incertezza globale hanno modificato rapidamente le aspettative degli investitori sulle prossime mosse della Federal Reserve, la banca centrale americana. Il mercato, infatti, è diventato più prudente sulla possibilità di tagli al costo del denaro.

"Se il mercato si aspetta che le banche centrali aumentino significativamente i tassi, tende generalmente a penalizzare le quotazioni di oro e argento", sottolinea il gestore, convinto però che i trader speculativi abbiano reagito in modo eccessivo a questo scenario. Nonostante le recenti prese di profitto, il responsabile del fondo di Jupiter Asset Management mantiene una visione ottimistica sui metalli preziosi. "Restiamo positivi sulle prospettive di oro e argento", dice, ricordando che a sostenere il mercato, negli ultimi anni, sono stati soprattutto hedge fund, piccoli investitori e anche banche centrali, mentre i grandi investitori istituzionali risultano ancora poco esposti ai metalli preziosi.