Molti piccoli investitori stanno valutando l’ipotesi di investire in oro e argento, ma il momento resta caratterizzato da forte incertezza. Le quotazioni dei metalli preziosi, dopo la corsa record dei mesi scorsi, stanno infatti scendendo. In questi giorni il metallo prezioso è calato sotto quota 4mila dollari l’oncia, un ribasso del 10% rispetto ai massimi storici toccati il 20 ottobre a quota 4.381 dollari.

Le ragioni della discesa

Gli operatori collegano questo andamento alle prese di profitto dopo la forte rivalutazione registrata da inizio anno. A incidere sono anche le novità sul fronte geopolitico: la prospettiva di un allentamento della tensione commerciale tra Stati Uniti e Cina ha ridotto la domanda di beni rifugio. In vista dell’incontro previsto in Corea del Sud tra Donald Trump e Xi Jinping, i due Paesi hanno raggiunto un accordo provvisorio, riducendo parte dell’incertezza di mercato.

Nonostante il calo rispetto ai massimi storici, dall’inizio dell’anno l’oro ha guadagnato circa il 50%, sostenuto dalla fuga verso beni rifugio dovuta a rischi geopolitici, dall’effetto delle speculazioni sui tassi di interesse e dagli acquisti delle banche centrali. In questo contesto, gli analisti hanno iniziato a rivedere le previsioni: Citi ha abbassato le stime a breve termine dell’oro da 4.000 a 3.800 dollari l’oncia e dell’argento da 55 a 42 dollari, citando cambiamenti nelle condizioni globali e progressi nei negoziati commerciali. La banca ha sottolineato che lo slancio dei prezzi, la possibile risoluzione dello shutdown negli Stati Uniti e le minori aspettative di inflazione potrebbero pesare sui prezzi nel breve periodo, pur confermando un outlook rialzista nel medio-lungo termine fino al 2026.