L’oro ha superato la soglia dei 3.800 dollari l’oncia, mettendo nel mirino quota 3.900 dollari. Le tensioni geopolitiche e i crescenti acquisti da parte delle banche centrali sostengono la corsa. Anche i tagli dei tassi della Fed spingono le quotazioni del metallo prezioso che è cresciuto di oltre il 6% solo nell’ultimo mese. Per molti analisti è normale che debba, prima o poi, rallentare. Ma c’è chi vede il target dell’oro a 4mila dollari.
Bene rifugio per eccellenza, il metallo giallo è sempre più presente nei portafogli. Ma non è l’unico su cui vale la pena puntare. «Sulla scia del rialzo dell’oro, l’attenzione degli investitori si sta spostando su altri metalli con prospettive promettenti,- commenta Nicole Vettise, managing director di Neuberger Berman - . Il rame e l’alluminio sono particolarmente ben posizionati per crescere, trainati sia dalla ripresa ciclica del mercato che da potenti trend strutturali. Nella tavola periodica, il rame e l’argento condividono proprietà simili, ma l’equilibrio ottimale tra conduttività e costo del rame lo rende la spina dorsale delle reti elettriche globali e delle infrastrutture rinnovabili. Anche l’alluminio è destinato a trarne vantaggio, grazie al suo ruolo nelle costruzioni leggere e nei sistemi ad alta efficienza energetica, soprattutto con l’accelerazione della transizione globale».






