«Chi ha l’oro fa le regole». Arthur Bloch nella famosa Legge di Murphy sviluppa una saggia riflessione da ricordare specialmente ora che la corsa del metallo giallo non sembra fermarsi. Nei giorni scorsi ha toccato un massimo di oltre 3.659 dollari l’oncia. Il prezzo del bene rifugio ha così guadagnato il 40% da inizio anno, dopo il 27% del 2024.
Questo mentre si rafforzano le attese che questa settimana la Federal Reserve, al di là del quotidiano scontro tra la Casa Bianca e il presidente, Jerome Powell, tagli i tassi di riferimento, attualmente al 4,5 per cento. Le connessioni sono state sottolineate nei giorni scorsi da Goldman Sachs, secondo la quale l’oro potrebbe volare fino a quasi 5000 dollari l’oncia se l’indipendenza della Federal Reserve verrà danneggiata, allontanando dai treasury americani anche una piccola porzione di investitori.
Ma torniamo al mercato ed entriamo in un vero e proprio paradosso: il dollaro scende mentre l’oro sale (come le Borse). La valuta Usa, vista da sempre come un rifugio sicuro, ha perso circa l’11% da inizio anno; l’oro, al contrario, continua a segnare nuovi massimi. Un movimento che potrebbe sorprendere, soprattutto se si considera che l’economia americana si mostra più solida del previsto. Ma allora che cosa sta accadendo? Chi acquista il metallo prezioso vende dollari?








