Il riso fa buon sangue, lo sappiamo. Ma fa anche molto di più, soprattutto sui bambini piccoli: aiuta il loro cervello a crescere meglio, a resistere allo stress e ad aprirsi all'apprendimento. Lo racconta nel suo nuovo libro la studiosa britannica Jacqueline Harding, esperta di neurosviluppo infantile presso la Middlesex University di Londra. Il volume si intitola The Brain That Loves to Laugh ("Il cervello che ama ridere"), e si basa su una tesi fondamentale: la risata non è solo qualcosa di piacevole ma secondario. È invece un meccanismo biologico complesso, con effetti misurabili sul cervello, sul sistema immunitario, sulle relazioni affettive e perfino sulla capacità di apprendere.
“Si tratta di unprincipio che la neuropsichiatria infantile conosce bene: il cervello del bambino cresce dentro la relazione. Il riso, il gioco condiviso, la leggerezza non sono elementi accessori dell’infanzia, ma potenti strumenti neurobiologici di sviluppo”, commenta Elisa Fazzi, presidente Sinpia – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. “Le neuroscienze – continua Fazzi - ci mostrano che la risata condivisa attiva circuiti cerebrali coinvolti nella regolazione dello stress, nella motivazione sociale e nell’apprendimento e che il gioco e l’umorismo non sono aspetti marginali dell’infanzia, ma esperienze relazionali che favoriscono plasticità cerebrale e resilienza emotiva”.









