Un violino stretto tra le mani e una carezza del Papa sulla testa. È il ricordo che Valentina Aprea custodirà per sempre dopo l’incontro avvenuto sabato ad Acerra tra Papa Leone e il piccolo Giulio, il suo bambino di appena tre anni che da tempo combatte contro un tumore cerebrale. Valentina, com’è nato questo incontro con il Santo Padre? «Quasi per caso, o forse no. Io sono molto credente e sento costantemente la presenza del Signore nella nostra vita. In vista di nuovi esami avevo chiesto a padre Daniele dei Frati Missionari di Trentola-Ducenta di poter avere una benedizione per mio figlio da parte del vescovo. Per fare una battuta ho chiesto se ci fosse magari la possibilità di averla dal Papa e i frati si sono subito illuminati: quel desiderio, vista l’imminente visita ad Acerra, si sarebbe potuto realizzare e così è stato».
Che cosa è successo quando il Papa ha incontrato Giulio?«Giulio aveva il suo violino con sé, come sempre. Ha cominciato a suonarlo e il Papa gli ha detto: “Bravissimo!”». Cosa ti ha colpito della visita?«L’espressione del Papa quando gli ho detto che Giulio ha un tumore al cervello inoperabile. Ha stretto la bocca, come per dire che comprendeva il dolore. Poi gli ha poggiato le mani sulla testa. È stata un’immagine potente». Quella di Giulio è una battaglia iniziata prestissimo.«Giulio aveva appena sei mesi. Dimagriva, vomitava continuamente. Ogni settimana lo portavo dal pediatra. È iniziato un lungo calvario tra ospedali, visite private, ricoveri. Poi la diagnosi di un astrocitoma con metastasi al cervello e al midollo. La nostra vita è cambiata totalmente, io e mio marito Germano ci siamo anche trasferiti da Sorrento a Teverola, dove viviamo con la nostra bambina più piccola, per essere più vicini all’ospedale Santobono dov’è in cura». Quante operazioni ha affrontato?«Quattro interventi. Ricordo ancora Natale 2023: sentivo il bisogno di battezzarlo e lo abbiamo fatto il 25 dicembre nella cappella del Santobono. Poi, l’11 gennaio 2024, un intervento di dodici ore gli ha praticamente ridato la vita. Ma l’operazione ha lasciato danni importanti. Ma Giulio ha una sensibilità fuori dal comune. Ha sofferto tanto ma il Signore gli sta facendo dei doni immensi». Come si è avvicinato alla musica?«Giulio ha sempre avuto paura dei rumori forti, così ho cercato di indirizzarlo verso la musicoterapia. Un giorno siamo entrati in un negozio musicale e si è innamorato di un piccolo violino. Da allora lo porta ovunque. Abbiamo un canale Youtube su cui pubblichiamo i suoi video, ama la musica e anche le canzoni di Gianni Morandi, che gli ha anche inviato un video». Che cosa si porterà dentro dopo l’incontro con il Papa?«Una speranza ancora più forte. Tra quindici giorni Giulio dovrà affrontare un’altra risonanza e io continuo a chiedere preghiere. Continuo a credere che il Signore stia operando nella vita di Giulio ogni giorno. Confido nella medicina, nella ricerca e nella fede: per me camminano insieme».







