PADOVA - Sapevano che sarebbe stata una giornata emotivamente tremenda, perché da un anno portano un macigno nel cuore e questo primo anniversario aumenta ogni dolore. Gianfranco Jaconis, però, prova a farsi forza: «È stata una giornata molto difficile, ma l’abbiamo passata nel miglior modo possibile». Mercoledì lui e la moglie Cristina sono stati ricevuti da Papa Leone XIV, al quale hanno potuto raccontare la sofferenza per aver perso in modo assurdo una figlia di 30 anni. Chiara Jaconis è stata colpita in testa da una statuetta caduta da un balcone di Napoli mentre passeggiava ai Quartieri Spagnoli.
La famiglia Jaconis, rientrata a Padova mercoledì sera, mescola mille sentimenti diversi. «Incontrare il Pontefice è stata un’emozione fortissima - racconta Gianfranco prima di tornare a fare il proprio lavoro di amministratore di condominio -. Io quasi non riuscivo a parlare ma lui ha capito e ci ha dato un conforto enorme e abbiamo tastato di persona le sue qualità straordinarie. È sopra gli altri per empatia e per sensibilità». «Ciò che ci siamo detti noi e il Santo Padre lo teniamo per noi perché sono pensieri riservati, ma posso dire che non ci ha mai manifestato né fretta né formalità. Ci ha ascoltato tanto e ci ha scaldato il cuore. Il dialogo è durato cinque o dieci minuti, non saprei nemmeno dirlo. Gli abbiamo detto tutto quello che avremmo voluto dirgli».






