Acerra, 23 maggio 2026 – Nel Duomo di Acerra il Papa accarezza le teste dei ragazzini. Tra loro c’è Miriam, sopravvissuta a un tumore rarissimo. Accanto ai suoi genitori ci sono quelli di altri giovanissimi che non ce l’hanno fatta, come Maria Venturato, morta a 25 anni. Sono le vittime dell’inquinamento, che qui tocca i livelli più alti d’Italia. Il vescovo le ha appena chiamate per nome tutte, o perlomeno le ultime che si ricordano. I familiari consegnano al Pontefice lettere, libri per raccontare il lutto, la rabbia, un decalogo con 10 proposte per la Terra dei fuochi, territorio per troppo tempo dimenticato tra Caserta e Napoli, dove la massiccia presenza di rifiuti tossici interrati dalla criminalità organizzata è correlato a un’incidenza elevata di malattie oncologiche. “È stato gentilissimo con ognuno di noi, la speranza è che non non finisca tutto in un fatto mediatico temporaneo”, si augura Angelo Venturato. In ricordo della figlia ha fondato l'associazione ‘Se allunghi la mano troverai la mia’: “Ho rispettato la volontà di Maria, accompagniamo i malati che hanno difficoltà a fare terapia negli ospedali”. Nel Duomo di Acerra la messa di Papa Leone XIV (Ansa)

La piccola Ilenia e il suo papà, morti a due anni di distanza