ACERRA. Ad Acerra, nel cuore della Terra dei fuochi, Leone XIV denuncia il «concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale». Il Papa lancia dalla Gomorra della catastrofe sanitaria più grave d’Europa «un grido che chiede conversione». Stamattina Leone XIV è partito in elicottero dall’eliporto del Vaticano per incontrare i fedeli del dell’hinterland nord di Napoli devastato dalle ecomafie. Dopo l’atterraggio nel campo sportivo «Arcoleo» il Pontefice è stato accolto da monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, da Roberto Fico, presidente della Regione Campania, da Michele Di Bari, prefetto di Napoli e Gentiluomo di Sua Santità, e da Tito d’Errico, sindaco di Acerra. Poi nella Cattedrale di Santa Maria Assunta il Papa ha incontrato i vescovi, il clero, i religiosi e le famiglie delle vittime di inquinamento ambientale. Quindi Robert Francis Prevost si è spostato a piazza Calipari per il momento dedicato ai sindaci e ai fedeli dei comuni della «Terra dei fuochi». Leone XIV torna in Campania pochi giorni dopo la sua visita al Santuario di Pompei e alla città di Napoli. Leggi anche: Il Papa: ho pensato di scrivere la Laudato si’ quando ho visto la Terra dei fuochi Sulle orme di Francesco Afferma il Pontefice: «Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di «Terra dei fuochi», ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra». Infatti, aggiunge il Papa, «il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente. Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente». Leone XIV è ad Acerra, però, anche per «ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza». Il Papa racconta ai fedeli riuniti in cattedrale di aver cercato nelle Sacre Scritture «una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino». E l’ha trovata in una «grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione». Ezechiele racconta: «La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare accanto a esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite».
Il Papa nella Terra dei Fuochi: “Concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza”
Leone XIV incontra nella cattedrale di Acerra le madri dei bambini morti di cancro a causa dei rifiuti tossici interrati nelle campagne dai clan










