Acerra, 23 mag. (askanews) – “Convertitevi”, non cedere alla rassegnazione ma scegliere la giustizia e la responsabilità: il grido del Papa ad Acerra risuona nella Terra dei Fuochi, ferita e piena di dolore. Ma anche capace di rialzarsi, di scegliere la via del riscatto. Per la prima volta un Pontefice arriva in questa terra. Lo fa Leone, raccogliendo il sogno di Francesco, che “avrebbe desiderato venire qui”, in quella che “ha tristemente preso il nome di ‘Terra dei Fuochi'”.
Incontra, Papa Prevost, i familiari delle vittime dell’inquinamento ambientale e dice di essere ad Acerra per “raccogliere le lacrime” di quanti hanno perso familiari a causa dei danni ambientali. E’ questo uno dei momenti più commoventi dell’incontro del Papa nella Cattedrale di Acerra. Un discorso forte, che suona come un monito contro i criminali, un grido di dolore e un appello alla conversione. “Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale. È un grido che chiede conversione!”, ammonisce il Papa.
I fedeli lo ascoltano, alcune mamme asciugano le lacrime che segnano il loro volto. Lacrime di commozione e di dolore per la perdita di un figlio, un fratello, un marito. Morti nella Terra dei Fuochi, “uccisi dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”, dice Prevost, che fa sua la sofferenza per la “devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”. Di fronte a questa realtà, il Papa individua due strade: “l’indifferenza o la responsabilità” e plaude al fatto che la popolazione di questa terra abbia scelto la seconda via.










