Mentre la violenza tra giovani e giovanissimi sembra ormai sempre più gratuita e senza freni, arriva un messaggio che dovrebbe essere insegnato nelle scuole. Il messaggio è contenuto nella lettera inviata dai genitori di un 15enne di Medicina sfregiato a colpi di machete da una baby gang a Cesena. Un’aggressione che ha compromesso il futuro dell’adolescente, impedendogli per sempre di coronare il suo sogno di pilotare gli aerei. Il giovane, infatti, è stato non solo sfregiato in viso, ma anche ferito in modo permanente a tre dita della mano, quindi ha dovuto abbandonare l’istituto tecnico aeronautico di Forlì e con esso il sogno di diventare pilota.
Ai ragazzi responsabili e alle loro famiglie, scrivono i genitori del 15enne, "chiediamo soprattutto una cosa che oggi sembra rarissima: una vera presa di coscienza. Non il silenzio, non le giustificazioni, non il tentativo di minimizzare. Ma il coraggio di guardare in faccia il male fatto. Perché educare non significa difendere e giustificare sempre i propri figli a ogni costo. Significa anche insegnare loro ad assumersi le conseguenze delle proprie azioni".
Un messaggio che sembra davvero fuori dal nostro tempo, così pieno di violenza e di famiglie che difendono i figli violenti.








