Giancarlo Scaglione è il Michelangelo del Loazzolo doc, il passito ottenuto dalle uve Moscato bianco del piccolo borgo della Langa Astigiana, abbarbicato sulle alture attorno a Canelli. Lo ha «scolpito» per la prima volta nel 1985 su ispirazione di suo nonno Tommaso Novelli, viticoltore nella borgata Piasa Rischei. Il ricordo del nonno “Masin del Ross” «Mio nonno soprannominato “Masin del Ross” era un appassionato vignaiolo, produceva piccole quantità di vini che venivano bevuti con gli amici durante gli 8 giorni di festeggiamenti ininterrotti di “Santa Libera” a Loazzolo. Mi parlava sovente di un passito che veniva prodotto anticamente nelle cascine della zona e allora mi decisi di approfondire una ricerca e trovai alcuni volumi di fine ‘800 scritti celebre enologo Arnaldo Strucchi che parlavano del passito di Loazzolo». Da qui Giancarlo ha trovato ispirazione. Nel volume si approfondivano anche le tecniche di produzione: «lasciare i grappoli attaccati alla vigna per poi distenderli con cura su stuoia a temperatura asciutta. Un vino che riposa in piccole botti, buono dopo 3 anni, buonissimo a 6 ottimo dopo i 10». Giancarlo Scaglione, leva 1941 è considerato dal mondo dell’enologia italiana il padre del Loazzolo doc, partendo da un piccolo paese di Langa, studi all’enologica di Alba e laurea in biologia all’Università degli studi di Torino con una tesi sperimentale sulla fermentazione malolattica del Moscato. Per alcuni anni ha diretto le cantine Gancia di Canelli. Poi come consulente enologo e produttore di Loazzolo. «La prima degustazione di Loazzolo la organizzai al ristorante “Ambasciata di Quistello”, accompagnando uno zabaglione cotto nel pentolone di rame, parteciparono Luigi Veronelli e Carlo Petrini, fu buona alla prima, un successone. Comprese le potenzialità del Loazzolo doc, convinsi altri vignaioli a produrlo. Nel 1992 ottenemmo la doc, una delle più piccole e l’unica interamente prodotta in un solo comune». Oggi Giovanni Scaglione, figlio di Giancarlo porta avanti l’azienda che custodisce al suo interno dal 2007 un’oasi affiliata del WWF.
Il Michelangelo del Moscato: “Così ho scolpito il passito”
Giancarlo Scaglione, enologo e vignaiolo, ha lanciato la produzione del Loazzolo Doc






