Portare il Moscato a inizio pasto, per l’aperitivo, o abbinarlo a crostacei, ostriche, foie gras e piatti orientali. È la sfida lanciata da Alessandro Varagnolo, che dal 2023 guida Cadgal, storica cantina piemontese con sede nelle terre del Moscato d’Asti, tra Langhe e Monferrato.
L’abbinamento che non ti aspetti. Ma lo chef avverte: “Il cliente va sorpreso, non sconvolto”
Il cambio vita
Torinese, il trentenne Varagnolo ha un passato nella consulenza in ambito economico e un sogno: trasferirsi in campagna e dedicarsi alle vigne. L’imprenditore ha rilevato l’azienda con l’ambizione di ridefinire l’identità del Moscato d’Asti: vino versatile negli abbinamenti, capace di evolvere nel tempo in complessità e profondità. «Il Moscato ha anche un plus importante: la gradazione bassa lo rende bevibile in diverse occasioni», dice il viticoltore.
La cantina comprende due tenute: Valdivilla, nella zona storica del Moscato a Santo Stefano Belbo, con le sue colline ripide, e La Cova a Calamandrana, nel Monferrato astigiano. Un progetto che abbraccia altre varietà come Chardonnay, Pinot Nero, Sauvignon e Barbera d’Asti.







