Una nuova tecnologia wifi è in grado di penetrare il terreno: il metodo a induzione magnetica aiuterà a comunicare normalmente con chi si trova inevitabilmente nel sottosuolo

Poter sfruttare una connessione anche quando ci si trova decine di metri sottoterra è molto più utile di quanto appaia. La ricerca portata avanti dai laboratori dell'Electronics and Telecommunications Research Institute di Daejeon in Corea del Sud ha prodotto la prima «tecnologia sorgente di comunicazione sotterranea a campo magnetico» al mondo, capace di trasmettere e ricevere segnali vocali fino a 100 metri di profondità.

A chi potrebbe servire un wifi sottoterra?Quando siamo in auto in un tunnel o quando stiamo viaggiando in metropolitana, la connessione è garantita da diverse tecnologie, fondamentalmente da una rete di numerose piccole antenne collegate tra loro tramite fibra ottica e da lunghi cavi radianti stesi all’interno della galleria che si comportano come una lunga antenna continua. Esistono molte altre circostanze in cui potrebbe servire avere un segnale forte anche parecchi metri sotto la superficie terrestre, abbastanza importanti da meritare che qualcuno le studi per anni e che qualcun altro ci investa dei soldi. Nella quotidianità, c’è chi avrebbe bisogno di avere campo all’interno di una miniera, ad esempio, o durante le trivellazioni offshore. In situazioni di disastro, dopo un terremoto, un’eruzione o un’esplosione, potrebbe servire alle squadre di emergenza per rimanere in contatto con le persone disperse o intrappolate sottoterra. C’è chi ne sta considerando l'utilizzo anche per le forze militari di difesa nazionale.