Lo scorso autunno, in un pomeriggio ventoso a Cambridge, nel Massachusetts, in un laboratorio in cui risuonavano gli sbuffi delle pompe di refrigerazione, Jiaruo Li, dottoranda del Massachusetts Institute of Technology (MIT), stava realizzando un nuovo dispositivo per memorizzare dati digitali.

Il suo obiettivo era usare una forma esotica di magnetismo, scoperta nello stesso laboratorio l’anno precedente, per realizzare un nuovo dispositivo più veloce ed efficiente dal punto di vista energetico rispetto a qualsiasi tecnologia analoga.