Più che un’evoluzione tecnologica, un cambio di paradigma. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), una delle università e centri di ricerca più prestigiosi al mondo, con sede a Cambridge, Massachusetts, negli Stati Uniti), e di altre università ha sviluppato uninnovativo chip trasmettitore capace di moltiplicare l’efficienza energetica delle comunicazioni wireless, estendendo portata e durata delle batterie dei dispositivi connessi. Una svolta che potrebbe trasformare in profondità l’Internet delle Cose (Internet of Things o IoT) - ciioè la rete di oggetti fisici, come elettrodomestici, sensori, veicoli e macchinari industriali, dotati di connessione a internet e capaci di raccogliere, trasmettere e scambiare dati tra loro o con sistemi centralizzati - e gettare le basi per il 6G, con vantaggi immediati e applicazioni che vanno dalle fabbriche intelligenti alle case connesse.

La nuova modulazione che sfida lo standard

Il cuore di questa innovazione risiede in una strategia di modulazione del segnale capace di codificare i dati in modo più adattivo rispetto agli schemi tradizionali. Il chip converte le informazioni digitali in segnali elettromagnetici sfruttando un “disegno” non uniforme dei simboli in grado di adattarsi ai rapidi cambiamenti delle condizioni del canale radio. Questo approccio, chiamato modulazione ottimale, consente di trasmettere più dati consumando meno energia e riducendo la probabilità di errori.