Aumentano di 1.000 volte il segnale che viaggia dentro una fibra ottica senza richiedere ulteriori consumi di energia: sono gli amplificatori per la luce messi a punto negli Stati Uniti, nel gruppo dell’Università di Stanford diretto da Amir Safavi-Naeini, e descritti sulla rivista Nature.
Questi dispositivi potrebbero trovare applicazioni in nuovi campi, dalle reti di biosensori per monitorare l’ambiente alla medicina, fino alla futura internet quantistica.
Le particelle di luce (fotoni) oggi sono fra i mezzi più importanti per trasportare le informazioni, come nelle reti per le connessioni in fibra ottica, e offrono grandi potenzialità anche per lo sviluppo di nuove tecnologie, come gli innovativi computer fotonici o le reti quantistiche.
Attualmente il trasporto dei fotoni su grandi distanze ha ancora importanti limitazioni e per superarle occorrono amplificatori ottici capaci di rigenerare l’energia che i fotoni perdono lungo il loro percorso. Il nuovo dispositivo sviluppato dai ricercatori di Stanford permette ora di amplificare il segnale di circa 1.000 volte e, a differenza di quanto era possibile finora, usando piccolissime quantità di energia e occupando dimensioni molto ridotte.






