L’allarme è scattato intorno alle 18:10 locali, quando nell’area si sono sentiti partire numerosi colpi di arma da fuoco. Alcuni giornalisti erano in diretta dai giardini della Casa Bianca e hanno dovuto interrompere i collegamenti per mettersi al riparo: il lockdown è stato attivato immediatamente e i cronisti sono stati accompagnati nella briefing room. Sul posto è intervenuto anche l’Fbi, che ha offerto supporto alle indagini. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo era già noto alle forze dell’ordine e al Secret Service, con cui avrebbe avuto altri due scontri in passato.Le autorità stanno ora cercando di chiarire cosa abbia spinto il giovane ad agire. Secondo indiscrezioni, soffriva di disturbi mentali ed era sottoposto a un provvedimento che gli vietava di avvicinarsi alla Casa Bianca, divieto che avrebbe violato. L’arma usata, un revolver, è stata recuperata dalla polizia. Per Trump è già il secondo allarme sicurezza in poche settimane, dopo l’attentato avvenuto durante la cena con i giornalisti la sera del 25 aprile.