L'allerta è scattata intorno alle 18. Sono stati sparati tra i 10 e i 20 colpi. Ferito anche un passante, è grave. Secondo i media Usa l'assalitore aveva disturbi mentali ed era convinto di essere Gesù. Era noto al Secret Service e ha violato un precedente ordine giudiziario che gli imponeva di stare alla larga dalla Casa Bianca
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Minuti di terrore alla Casa Bianca, dove Donald Trump ha trascorso l'intera giornata a lavorare con i suoi più stretti consiglieri all'accordo con l'Iran. Un uomo armato ha aperto il fuoco contro gli agenti del Secret Service in uno dei checkpoint vicino al perimetro della Casa Bianca ed è stato colpito. L'aggressore è morto poco dopo in ospedale in seguito alle ferite riportate. Nella sparatoria è rimasta ferita anche una persona che si trovava nei paraggi per caso e che ora è ricoverata in ospedale in condizioni gravi. L'aggressore è stato identificato nel 21enne Nasir Best. L'uomo era noto agli agenti del Secret Service con i quali si era scontrato in altre due occasioni in passato, una mentre voleva tentare di entrare alla Casa Bianca.
L'allarme
L'allarme è scattato intorno alle 18.10. Alcuni giornalisti erano in diretta dai giardini della Casa Bianca quando si sono uditi decine di colpi di arma da fuoco. Il lockdown è scattato immediatamente e tutti i cronisti sono stati fatti entrare nella briefing room per trovare riparo. Gli agenti del Secret Service che erano all'interno del perimetro della Casa Bianca si sono subito messi in moto. Immediata anche la risposta dell'Fbi: "siamo sul posto e stiamo offrendo aiuto", ha detto il capo dell'Fbi Kash Patel. Secondo quanto riportato dai media, l'uomo che ha aperto il fuoco aveva disturbi mentali ed era noto anche alla polizia di Washington. La polizia ha recuperato l'arma, un revolver, con cui l'aggressore ha colpito.













