Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Un uomo armato ha aperto il fuoco sabato sera contro un posto di controllo di sicurezza nei pressi della Casa Bianca, prima di essere ucciso dagli agenti del Secret service in uno scontro a fuoco che ha provocato anche il ferimento di un passante. Il presidente americano Donald Trump si trovava all’interno della Casa Bianca al momento della sparatoria, dopo aver annullato tutti gli spostamenti del fine settimana a causa della crisi con l’Iran. Secondo il Secret service, il presidente non è rimasto coinvolto nell’incidente. Poco dopo le 18 locali (mezzanotte in Italia), un uomo che si trovava vicino al perimetro di sicurezza della Casa Bianca «ha estratto un’arma dal proprio zaino e ha aperto il fuoco», ha dichiarato il portavoce del Secret service Anthony Guglielmi. «Gli agenti del Secret Service hanno risposto al fuoco colpendo il sospetto, che è stato trasportato in un ospedale della zona dove ne è stato constatato il decesso. Durante la sparatoria anche un passante è stato colpito», ha aggiunto, senza fornire dettagli sulle condizioni del ferito. Nessun agente è stato colpito. Trump ha commentato l’episodio con un messaggio pubblicato sul suo social Truth, nel quale ha ringraziato gli agenti per «l'azione rapida e professionale» contro «un uomo armato vicino alla Casa Bianca che aveva una storia di violenza e una possibile ossessione per l’edificio più caro al nostro Paese». Il presidente ha sottolineato che l’episodio arriva a un mese dalla sparatoria avvenuta durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca e ha sostenuto che l’accaduto dimostra «quanto sia importante, per tutti i futuri presidenti, realizzare quello che sarà lo spazio più sicuro e protetto mai costruito a Washington», facendo riferimento alla sala da ballo che è in costruzione su richiesta proprio di Trump. «La sicurezza nazionale del nostro Paese lo richiede», ha aggiunto.










