In passato si era già scontrato con gli agenti del Secret Service, una mentre voleva tentare di entrare alla CasaBianca. Il 21enne Nasir Best è stato colpito e ferito a morte dagli agenti dopo avere aperto il fuoco in uno dei checkpoint vicino al perimetro della Casa Bianca. Un gesto che ha fatto vivere minuti di terrore nelle vicinanze della residenza presidenziale, dove Donald Trump ha trascorso l’intera giornata a lavorare con i suoi più stretti consiglieri all’accordo con l’Iran. Nella sparatoria è rimasta ferita anche una persona che si trovava nei paraggi per caso e che ora è ricoverata in ospedale in condizioni gravi.

L’allarme è scattato intorno alle 18.10. Alcuni giornalisti erano in diretta dai giardini della Casa Bianca quando si sono uditi decine di colpi di arma da fuoco. Il lockdown è scattato immediatamente e tutti i cronisti sono stati fatti entrare nella briefing room per trovare riparo. Gli agenti del Secret Service che erano all’interno del perimetro della Casa Bianca si sono subito messi in moto. Immediata anche la risposta dell’Fbi: “Siamo sul posto e stiamo offrendo aiuto”, ha detto il capo dell’Fbi Kash Patel.

Secondo quanto riportato dai media, l’uomo che ha aperto il fuoco aveva disturbi mentali ed era noto anche alla polizia di Washington. La polizia ha recuperato l’arma, un revolver, con cui l’aggressore ha colpito. Nel giugno del 2025, Nasir Best bloccò una corsia d’accesso alla Casa Bianca. Dopo aver affermato di essere “Dio” fu fermato dal Secret Service e ricoverato presso l’Istituto Psichiatrico di Washington per una valutazione, ha riferito una fonte. Il mese successivo, nel luglio 2025, il Secret Service ha arrestato nuovamente Best dopo che questi aveva tentato di entrare in un vialetto del complesso della Casa Bianca, ha aggiunto la fonte. Un giudice ha emesso un’ordinanza che gli imponeva di tenersi lontano dalla Casa Bianca.