L'Occidente ha prodotto sviluppo, scienza, tecnologia, impresa, ricchezza diffusa, mobilità sociale, per sé e per la stragrande maggioranza del mondo togliendo dalla miseria masse enormi di persone
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Alla fine della Seconda guerra mondiale, dopo quegli indicibili orrori, l'Occidente capì che bisognava costruire un nuovo ordine, capace di impedire il ritorno delle ideologie assassine e delle guerre totali. Da lì nasce il mondo in cui abbiamo vissuto per ottant'anni fatto di pace, commercio, libertà, mercati aperti, democrazia, diritti, benessere. E diciamolo, questo ordine ha funzionato creando la civiltà più libera, più ricca, più prospera e più capace di migliorare la vita degli uomini che sia mai esistita. L'Occidente ha prodotto sviluppo, scienza, tecnologia, impresa, ricchezza diffusa, mobilità sociale, per sé e per la stragrande maggioranza del mondo togliendo dalla miseria masse enormi di persone. E questo è il primo punto che va sempre ricordato, ossia che l'Occidente non è perfetto, ma non c'è niente di meglio. Ora, però, tutto ciò sembra essersi spezzato. Ed è questo l'oggetto del gran libro di Russell R. Reno, Il ritorno degli dèi forti (Liberilibri). Reno chiama questo ordine «consenso








