A ottant’anni dal referendum del 2 giugno 1946, il primo voto delle donne italiane resta uno spartiacque nella storia del Paese. A Napoli, città monarchica per tradizione e sentimento popolare, le elettrici parteciparono in massa a una consultazione che segnò l’ingresso femminile nella vita democratica.
Ne parliamo con la storica Gabriella Gribaudi, cui Repubblica ha affidato uno dei saggi del volume che sarà in edicola in abbinamento gratuito col quotidiano martedì 2 giugno.
Professoressa, il referendum del 1946 coincise anche il diritto di voto delle donne in Italia. Che significato ebbe a Napoli?
«Sulle donne bisogna dire anzitutto che risposero in maniera straordinaria alla chiamata al voto. Circa tredici milioni di italiane andarono alle urne. È un dato enorme. A Napoli ci fu una mobilitazione molto forte».
E come votarono?















