Da Castelfranco a Vienna, passando per Treviso e Venezia. Il Conservatorio "Agostino Steffani" ha presentato nelle sale di Palazzo Metternich, sede dell'ambasciata italiana nella capitale austriaca, gli esiti del progetto PNRR "Music Theatre and New Technologies", due anni di produzioni, ricerca musicologica e sperimentazione tecnologica che hanno coinvolto istituzioni italiane ed europee nell'esplorazione del patrimonio operistico italiano. Alla conferenza-concerto era presente anche il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Vienna, Nicolò Locatelli. L'iniziativa, coordinata dal Conservatorio castellano, ha coinvolto conservatori, accademie e università italiane ed europee in un programma dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione dell'opera italiana, attraverso produzioni teatrali, ricerca musicologica, digitalizzazione di archivi storici e sperimentazione tecnologica applicata alla scena.

RETE INTERNAZIONALE Capofila del progetto è stato proprio lo Steffani, che negli ultimi anni ha costruito una rete internazionale di collaborazioni con istituzioni italiane ed europee, dal Mozarteum alle università partner coinvolte nel programma. «Abbiamo scelto Vienna perché è una delle grandi capitali della musica europea» ha spiegato la presidente Annalisa Bisson. «Esiste un legame profondo fra il nostro territorio e questa città, attraverso la figura di Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart nato a Ceneda. Presentare qui la conclusione del progetto significa dare ulteriore visibilità internazionale a un conservatorio di medie dimensioni come il nostro». Il rapporto fra il Veneto e il mondo musicale austro-tedesco è stato uno dei fili conduttori dell'incontro viennese. IL SEICENTO Non solo Da Ponte e Mozart, ma anche Agostino Steffani, compositore nato a Castelfranco Veneto nel 1654 e figura centrale del barocco europeo, diplomatico e autore di melodrammi che influenzarono profondamente il teatro musicale tedesco fra Seicento e Settecento. «Steffani introduce una teatralità nuova, meno statica, più dinamica. Nelle sue opere si avverte una costruzione armonica molto densa che poi si apre progressivamente alla melodia» ha spiegato Damiano Lazzaron, professore e coordinatore scientifico del progetto. Il progetto ha lavorato in particolare sulla valorizzazione dell'opera veneziana fra Seicento e Settecento, combinando ricerca musicologica, pratica esecutiva e nuove forme di produzione digitale. Accanto alle produzioni teatrali, il Conservatorio ha lavorato sul patrimonio musicale e librettistico della Biblioteca Marciana di Venezia, creando un ecosistema digitale dedicato all'opera veneziana fra Seicento e Settecento e avviando per Casa Ricordi la collana "Opera a Venezia nel Settecento».In parallelo è partita la digitalizzazione del Fondo librettistico Antonio Groppo, con trenta annate già acquisite relative alla nascita del teatro d'opera pubblico veneziano, mentre un secondo filone di ricerca ha riguardato l'edizione critica digitale dei testi di Lorenzo Da Ponte. «Questo progetto ha mostrato come un conservatorio possa essere oggi anche un centro di ricerca e produzione culturale internazionale» ha osservato il direttore Paolo Troncon. «Non si è trattato soltanto di recuperare opere e archivi, ma di costruire nuovi strumenti per leggere e trasmettere il patrimonio musicale italiano». Una parte importante della ricerca si è concentrata anche sulla figura di Andrea Luchesi, compositore nato a Motta di Livenza e attivo nel Settecento alla corte di Bonn, al quale è stata dedicata una giornata di studi organizzata insieme alla Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso. Fra le produzioni più rilevanti nate all'interno del progetto figura anche "L'Olimpiade" di Antonio Vivaldi, portata in scena al Teatro Mario Del Monaco di Treviso durante il fine settimana conclusivo delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La serata viennese si è conclusa con un concerto dell'ensemble "Agostino Steffani", guidato dal violinista Giorgio Fava, che ha proposto alcune delle arie più importanti delle opere di Steffani, Luchesi, Mozart e Vivaldi su cui si è incardinata la ricerca. Sul palco Vikram Francesco Sedona al violino, Ivan Zasso alla viola, Laura Rosato al violoncello e Carlo Steno Rossi al cembalo e pianoforte, insieme ai soprani Veronika Ruello, Chiara Callegaro e Maria Viviani. Per lo Steffani, la trasferta a Vienna ha consolidato ulteriormente una rete costruita negli ultimi anni con istituzioni austriache e tedesche, dal Mozarteum alle università partner coinvolte nel progetto.