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Aprono minimarket, negozi di lavanderie, agenzie di servizi. Fanno spesso i calzolai, i sarti, vendono abbigliamento e calzature, ma prestano anche servizi nelle case dei romani o fanno da badanti agli anziani. Gran parte però dei soldi guadagnati nella Capitale dagli stranieri che vengono a Roma proprio con il sogno di trovare lavoro e fare affari, partono per i loro paesi di origine e nella città dove invece vivono e lavorano rimane poco e niente. Roma è proprio la Capitale di questi trasferimenti all’estero, cosiddette rimesse, stando agli ultimi dati della Banca d’Italia elaborati dalla Fondazione Leone Moressa. Nel 2025, infatti, il volume delle rimesse inviate in patria dagli imprenditori immigrati in Italia è stato pari a 8,6 miliardi. Di questi, quasi un miliardo e 200 milioni di euro arrivano proprio dalla nostra città, che da sola rappresenta il 10% delle rimesse totali inviate all’estero dai cittadini stranieri residenti tramite Money Trasfer, Western Unione o semplici bonifici. Non è difficile immaginarlo se si guarda al numero di stranieri iscritti agli uffici anagrafici della Capitale: erano 399.452 al 31 dicembre dello scorso anno. Quanto alle etnie presenti, oltre 51 mila sono africani e poi altri 11 mila e rotti provenienti dall’America centrale e dall’America del nord. Gli asiatici, invece, sono quasi 142 mila.