Quali sono gli effetti di Trump sull'economia americana. L'approfondimento del settimanale Economist

Dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, nel gennaio dello scorso anno, l’economia americana ha continuato a primeggiare tra i paesi avanzati. Nel 2025, mentre Gran Bretagna, Francia e Giappone hanno registrato una crescita annua del Pil dell’1% circa, e la Germania è rimasta quasi ferma, la produzione americana è cresciuta del 2,1%. Negli ultimi 15 mesi i mercati azionari americani hanno toccato un record storico dopo l’altro. Tutto questo è accaduto anche se il presidente ha avviato politiche apparentemente anti-crescita, come le deportazioni di massa dei lavoratori migranti e caotiche guerre commerciali.

Questo ha procurato non pochi grattacapi agli osservatori che avevano previsto il disastro economico. Forse, sussurra adesso qualcuno, queste politiche non sono così distruttive come ipotizzato dagli economisti mainstream. Altri si chiedono cosa sarebbe potuto succedere. Nonostante la sua forza, l’economia americana potrebbe, secondo questa interpretazione, fare ancora meglio. Ma quanto meglio? In altri termini: a quanto ammonta la “tassa MAGA” imposta al motore economico del mondo?