Le autopsie sugli italiani morti durante un’immersione alle Maldive potrebbero chiarire le cause della tragedia nella grotta di Devana Kandu. Lo spiega a Fanpage.it il medico legale Marcello Lorello: “Dall’intrappolamento ai gas tossici, la causa della morte è solo uno degli elementi di una ricostruzione più ampia”

Le cinque vittime dell’incidente alle Maldive: Monica Montefalcone e sua figlia, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri

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I corpi dei cinque italiani morti durante un'immersione alle Maldive potrebbero finalmente svelare il mistero di quello che è successo all'interno della grotta di Devana Kandu. Sabato 23 maggio sono arrivati a Malpensa i resti di quattro delle vittime e l'esame autoptico potrebbe iniziare già nella giornata di lunedì, in concomitanza con quello già programmato della quinta vittima.

L'autopsia rappresenta un passaggio fondamentale dell'indagine aperta contro ignoti dalla Procura di Roma per omicidio colposo plurimo. A seconda della causa del decesso si potrà fare luce sulle circostanze che hanno condotto nella grotta a 50 metri di profondità la professoressa associata dell'Università di Genova, Monica Montefalcone; sua figlia 20enne Giorgia Sommacal; l'assegnista di ricerca Muriel Oddenino; il biologo Federico Gualtieri; e l'istruttore Gianluca Benedetti. Benedetti, guida in servizio sulla barca "Duke of York" su cui si stava svolgendo una crociera scientifica dell'Università di Genova, sarà il primo. Il suo esame è già stato programmato, e ad eseguirlo sarà Luca Tajana, medico legale dell’Università di Pavia, già noto per essersi occupato del caso di Yara Gambirasio.