La lunga, lunghissima fila, faceva presagire. Che poi questa lunghissima fila raccontasse due mondi distanti solo anagraficamente, portava a pensare. Ragazzini e signori attempati, pronti a sottoporsi all’alternanza caldo-pioggia senza fare un plissé, era indizio chiaro. A incontrarsi, nella Sala Dalì dell’istituto Cervantes a Roma c’erano Mafalda e La Pimpa per la prima volta insieme, le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa. Una bella botta al cuore se poi si aggiunge che ad inaugurare la mostra (aperta fino all’11 luglio) c’era il maestro Altan. Emozionato lui, emozionati gli ospiti accorsi, per un evento cartoonescamente unico. Eccole lì, dalle streep della bambina ribelle dai capelli corvini creata dal fumettista argentino Quino, alle tavole originali della Pimpa. Per gli amanti del genere, una rara goduria. «È una sorpresa anche per me, non credo che si siano mai incontrate nella vita. Però forse hanno in comune di occuparsi con passione del mondo che hanno intorno», ha raccontato il Maestro a margine dell’esposizione realizzata da Arf! Festival del Fumetto e curata dai suoi fondatori, Stefano Piccoli, in arte S3Keno, e Daniele Bonomo, alias Gud. Spagna e Italia sposate e in apertura il talk che ha visto protagonista il grande autore satirico Francesco Tullio-Altan, 83 anni splendidamente portati perché, come è facile intuire, lui non invecchia al pari delle sue vignette. «Il mondo non cambia, mentre il potere distruttivo della satira oggi scivola addosso ai leader del mondo». Una gara a chi chiedeva di più che neppure l’ipotesi di un brindisi riusciva a distrarre. Parlare ai bambini per parlare agli adulti è il filo invisibile che attraversa l’esposizione, dove Mafalda e Pimpa si fronteggiano nei loro modi complementari di guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia. Da un lato Mafalda osserva il quotidiano con lucidità disarmante: guerra, ingiustizia, autorità, futuro vengono passati al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode. Dall’altro la Pimpa che abita un universo in cui la scoperta è continua ma mai minacciosa, fatto di incontro, gioco, trasformazione gentile e meraviglia. E a vincere siamo noi.