Il sipario dei ricordi d'infanzia sta per alzarsi. Oggi Venezia si tingerà dei pallini rossi più famosi d'Italia, per un appuntamento che promette di unire generazioni di sognatori. Altan (all'anagrafe Francesco Tullio Altan), il papà della Pimpa, arriverà in Laguna per una mattinata dedicata ai suoi fan: dai più piccoli, che continuano a scoprire le sue storie, agli adulti, che con le avventure della celebre cagnolina desiderosa di conoscere il mondo ci sono cresciuti. La cornice dell'evento non poteva essere più azzeccata. Ad accogliere il celebre maestro fumettista e illustratore sarà infatti, dalle 10.30, il museo "Creature di gomma" di Fabrizio Fontanella, a pochi passi dai Frari, che ha trasformato una passione sconfinata nella collezione di giocattoli in gomma e vinile più grande d'Europa, arrivando ad esporre ben 7.000 pezzi vintage. «Se riguardo le prime Pimpe realizzate commenta con un sorriso Altan, trevigiano d'origine e classe 1942 ogni tanto mi stupisco che le abbiano accettate subito: non era poi così bellina Era un disegno molto più "allucinato", allora Pimpa aveva degli occhi strani. Pian piano però si è addolcita nei tratti e non è più cambiata».

Tutto è cominciato nell'estate del 1975, un po' per gioco, quando Altan stava disegnando insieme alla figlia. Tra uno schizzo e l'altro ecco che prese vita un personaggio destinato ad entrare nel cuore dei più, che l'anno scorso ha festeggiato mezzo secolo di storia. Un successo inaspettato? «Assolutamente. Ma poi Pimpa ha cominciato a camminare con le sue zampette. E io l'ho semplicemente seguita», afferma Altan, ricordando come il personaggio sia stato presentato all'epoca, dal suo agente, al "Corriere dei Piccoli", rivista che ne rimase affascinata, tanto da comparire per la prima volta in un fumetto intitolato "Pimpa e la luna". Poi, nel 1982, l'esordio sul piccolo schermo con la serie di cartoni animati composta da 26 episodi da 5 minuti ciascuno, mentre l'anno seguente si arrivò alla pubblicazione della prima edizione di "Arriva la Pimpa", la storia che racconta il primo incontro tra lei e l'Armando, suo padrone e amico; un signore baffuto dal carattere tranquillo e paziente. «In questi 51 anni la società è cambiata tantissimo, lo vediamo ogni giorno. Non credo lo abbia fatto in meglio. All'inizio i lettori della Pimpa erano un po' più grandi, arrivavano fino agli 8-9 anni, mentre adesso l'età si è abbassata e i bambini smettono prima di leggerne le storie». Per Altan c'entra la tecnologia, con cui ormai si tende ad avere a che fare già da piccoli. Pimpa, si sa, ha un carattere curioso, solare e le sue avventure sono costantemente prive di conflitti, violenza o pericoli. Nel suo mondo non c'è malizia: è dominato da un'innocenza assoluta. Qualcosa che abbiamo ormai perso e che andrebbe ritrovato? «Sarebbe bello succedesse, ma non credo sarà possibile. Non ho grandi speranze in questo senso riflette Ormai tutto è cambiato molto e non si torna indietro facilmente. Bisognerebbe trovare cose nuove, che somiglino a quelle di un tempo, poiché i percorsi all'indietro, nella Storia, non si fanno». Pimpa, oggi, piace ancora per via della sua apertura e grande desiderio di conoscere tutto ciò che la circonda: il suo creatore prova a motivare così il grande successo che continua indisturbato, nonostante lo scorrere degli anni. «Non credo esisterà mai una Pimpa ormai cresciuta, adulta. Difficile anche solo immaginarla. Lei ha 5 anni e li avrà per sempre.