Prima di dimettersi da ministro della sanità, Wes Streeting ha rifiutato, ancora una volta, di mettere a disposizione del pubblico tutti i termini dell’accordo commerciale che autorizza Palantir ad accedere ai dati sanitari dei cittadini britannici.

La richiesta veniva da diversi parlamentari, anche del suo partito, da persone che lavorano nel settore, e da associazioni che si occupano di diritti civili. Nel gennaio scorso, una di queste organizzazioni, il Good law project, ha denunciato una scelta che potrebbe avere conseguenze gravissime: «L’infiltrazione di Palantir nel governo britannico è agghiacciante. Un mondo in cui le nostre cartelle cliniche vengono utilizzate per alimentare la sorveglianza di Stato e prendere di mira le comunità vulnerabili non è poi così lontano». La preoccupazione non è priva di fondamento. Negli Stati uniti sono stati proprio i dati sanitari a consentire a Ice, che impiega un software Palantir, di tracciare i possibili obiettivi delle incursioni ai danni di persone che, in molti casi, sono state oggetto di violenze, reclusioni e rimpatri forzosi del tutto arbitrari. Questo è avvenuto nella piena consapevolezza, da parte di Streeting, del ruolo che Palantir sta avendo nel facilitare le azioni illegali di Israele in Palestina e altrove, e delle dichiarazioni politiche antidemocratiche e liberticide dei vertici della società.