L'azienda tecnologica statunitense potrà accedere ai dati sanitari prima che vengano «pseudomizzati». Le critiche e le risposte di Palantir
Il servizio sanitario britannico (NHS England) ha concesso al personale esterno di Palantir Technologies e ad altre società coinvolte nel progetto «l'accesso illimitato» ai dati identificabili dei pazienti della nuova Federated Data Platform (FDP). Secondo quanto scrive il Financial Times la decisione riguarda il National Data Integration Tenant (NDIT), il grande sistema informatico dove vengono raccolti e integrati dati sanitari provenienti da sistemi diversi del NHS come ospedali, liste d’attesa, cartelle cliniche, prenotazioni, laboratori, ecc. La questione è particolarmente delicata perché i dati, in questa fase, possono ancora contenere elementi direttamente riconducibili ai pazienti: nomi, date di nascita, numeri identificativi e altre informazioni personali. Solo in un secondo tempo i dati vengono «pseudomizzati», cioè gli identificativi diretti di un paziente vengono sostituiti con un codice prima di essere condivisi con altri enti.
L'NHS: «accessi limitati»L'NDIT è un'area all'interno della Federated Data Platform, uno strumento che collega dati eterogenei del NHS in un unico sistema, per la cui realizzazione Palantir si è aggiudicata un contratto da 330 milioni di sterline nel 2023. L' NHS sostiene che gli accessi saranno limitati, controllati e concessi solo a personale con autorizzazione di sicurezza governativa. Inoltre, secondo Palantir, il software dell’azienda funziona esclusivamente come «data processor»: la società non controlla i dati ma li elabora soltanto secondo le istruzioni del cliente, cioè del NHS.









