Maria Venturato aveva solo 25 anni quando il cancro se l’è portata via. Faceva la chemio ogni mercoledì, e ogni mercoledì si accorgeva che qualcuno saltava la terapia. Le spiegarono che in realtà si trattava di ammalati che non sempre potevano contare su amici o parenti disponibili ad accompagnarli in ospedale. Ne parlò con suo padre, gli strappò una promessa: “dimmi che prima o poi farai il possibile per aiutarli”. C’era anche lui, papà Angelo, ieri mattina nel duomo di Acerra, all’incontro con il Papa, insieme con altre cinquanta famiglie vittime della Terra dei fuochi: «Al Pontefice ho detto che il desiderio di Maria l’ho fatto diventare realtà, con la mia associazione accompagno i malati a fare le terapie, finalmente ho un’auto nuova sulla quale posso caricare anche la sedia a rotelle. L’abbraccio di Leone è stato un’iniezione di fiducia e per questo lo ringrazio, così come dico grazie anche al vescovo Di Donna che non ci lascia mai soli». L’associazione, il papà di Maria, l’ha chiamata “Se allunghi la mano, troverai la mia”: «Scrivete pure che la nostra sede è in via Alcide De Gasperi, la chiamano via Gaza, di fronte alla casa di uno di quelli che hanno avvelenato la nostra Acerra».