LiveAggiornato 18 minuti faCiriani: inevitabilmente si farà un referendum sul nucleare in ItaliaQuarta giornata del Festival dell’Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo Il Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di TrentoSintesi per puntiExport: ambasciatore Vattani, giusto puntare sul Giappone, vetrina dell’Asia Fisco, Leo: avanti su taglio Irpef fino a 60mila euro se troviamo risorse Export, Tajani: qualità Made in Italy e azione governo superano crisi e dazi Legge elettorale, Ciriani: speriamo ok entro giugno in prima lettura alla Camera Pa, Zangrillo: «Nel 2026 assumeremo 200-250mila persone, un milione entro il 2032» Schillaci: «Su liste attesa primi miglioramenti, numeri mostrano inversione trend» 15:5623 maggio 2026Aggiornamento fissatoCiriani: inevitabilmente si farà un referendum sul nucleare in Italia“Noi speriamo entro la fine del mese di giugno di poter approvare almeno in prima lettura alla Camera la nuova legge elettorale”. Lo ha indicato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, nel suo intervento al Festival dell’Economia.“Mercoledì abbiamo la riunione dei capigruppo alla Camera con il presidente Fontana e i capigruppo della maggioranza chiederanno la calendarizzazione nel mese di giugno della riforma della legge elettorale. Quindi c’è la massima volontà di accelerare al massimo l’approvazione. Dopo aver atteso le proposte del centrosinistra che non sono mai arrivate, il centrodestra ha deciso, naturalmente col consenso del Governo, di accelerare. Noi speriamo, entro la fine del mese di giugno, di poter approvare almeno in prima lettura alla Camera la nuova legge elettorale”.“Credo che Elly Schlein abbia la legittima ambizione di fare il presidente del Consiglio nel 2027 - ha detto Ciriani -, ma con questa legge elettorale il rischio molto concreto è che lei non lo possa mai più fare, perché se il Parlamento è ingovernabile sicuramente non sarà il leader del Pd a tenere insieme una maggioranza politica tra destra e sinistra, una maggioranza tecnica o una maggioranza che comunque esce dei giochi del potere del palazzo dopo il voto”.Legge elettorale e stabilità Nella foto: Alberto Faustini; Luca CirianiFine vita: no ideologismi, sottrarre dibattito a campagna elettorale“Da cattolico capisco chi a un certo punto dice: voglio scegliere il mio destino. Non è la scelta che farei io, non è la scelta che sceglierei per i miei cari, non è una scelta che sponsorizzerei a nessun livello. Però, siccome io governo e il Parlamento governa per tutti, non solo perché ho una fede, forse una risposta andrà cercata con tanta buona volontà e senza ideologismi e bisognerà sottrarla sicuramente al dibattito pre-elettorale perché diventerebbe una cosa veramente grottesca”. Lo ha detto Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, intervenendo a un panel del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia.Ciriani: inevitabilmente si farà un referendum sul nucleare in Italia“Inevitabilmente si farà un referendum” sul nucleare in Italia. “Discuteremo anche su questo però noi ci prendiamo la responsabilità di indicare al Paese quelle che secondo noi sono le strade da percorrere”. Lo ha detto il ministro Luca Ciriani intervenendo al Festival dell’economia di Trento. Con i referendum del 1987 e del 2011, ha proseguito Ciriani, “l’Italia tanti anni fa ha deciso frettolosamente di uscire dal nucleare”. Ma, ha proseguito il ministro, “noi speriamo quanto prima di poter finalmente impiantare centrali di nuova generazione nel nostro Paese, come avviene in Francia come avviene in tanti Paesi da cui noi importiamo energia elettrica prodotta dal nucleare”, ha aggiunto.Solidarietà a Schlein, il rispetto viene prima di tutto“Siccome ho criticato Elly Schlein più volte, e mi capita abbastanza spesso, per correttezza, siccome è un avversario politico ma non è un nemico, volevo esprimere la mia solidarietà nei confronti del segretario del Partito Democratico per le frasi che abbiamo sentito da parte di una consigliera della Lega, che sono frasi che non dovevano appartenere al dibattito politico”. Lo ha dichiarato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a margine del Festival dell’Economia di Trento. “Noi ci confrontiamo anche molto aspramente, molto duramente, però il rispetto per le persone viene prima di tutto. Confrontarci se possibile ma senza insultarsi perché non serve a nulla”, ha concluso Ciriani. Il riferimento del ministro è a quanto dichiarato da una consigliera della Lega di un comune in provincia di Lecco che, commentando sui social un appuntamento elettorale che vedeva coinvolta la segretaria Pd, rimandava ai recenti fatti di cronaca accaduti a Modena.19:5023 maggio 2026Massari: “L’Europa può essere il baluardo della difesa del diritto internazionale”19:3923 maggio 2026Gardini (Confcooperative): «Patto con il governo per approvare l’action plan»“Il patto che vogliamo siglare oggi con il governo è andare al riconoscimento e all’approvazione dell’action plan” per l’economia sociale. “Non è calato dall’alto ma concordato. Il governo ci ha ascoltato. E non è una cosa da poco. È un grande percorso di cui il paese ha bisogno. Un percorso che completerebbe il percorso di riforma fiscale”. Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, lo ha sottolineato intervenendo al Festival dell’Economia di Trento, ad un panel con il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. “L’intervento sull’economia sociale - dice - è fortemente strategico. Una pietra miliare. Un riconoscimento per i protagonisti dell’economia sociale. Per noi è importantissimo pur nella consapevolezza che le risorse sono molto limitate”. E avverte: “Non si possono trattare soggetti diversi con le stesse regole. La definizione dell’Action Plan è il nostro obiettivo. Secondo il riconoscimento giunto dall’Unione Europea, ci aspettiamo che le riserve indivisibili non abbiano una tassazione, perché laddove non c’è divisibilità non c’è tassazione”.19:3423 maggio 2026Rifondare il patto con i giovani talenti con più salario, benessere e fiduciaGreta Farina ha 26 anni. Da 7 vive a Londra. Ha scelto il King’s college per la laurea triennale e poi si è spostata a Cambridge per la magistrale. «Le cose oggi sono molto cambiate con la Brexit, ma quando io sono arrivata, nel 2019, ho avuto sostegni pubblici per studiare nei migliori atenei, ho avuto la possibilità di fare piccoli lavori part time per mantenermi e adesso faccio ricerca in un Paese dove c’è l’approccio analitico e il sostegno che serve alla ricerca», racconta. All’Italia pensa sempre, «è il mio Paese preferito».Se le si chiede del ritorno, però, no, quella è tutta un’altra storia. Molti gli ostacoli, i principali, soprattutto per chi fa ricerca come lei, sono «la precarietà e il salario», come ha raccontato al Festival dell’Economia di Trento a cui ha voluto partecipare mandando la sua candidatura al concorso Call for ideas, le voci del domani.19:2923 maggio 2026«I contenuti siamo noi»: piattaforme, editori e il nuovo mercato dei mediadi Angelica Migliorisi«Si è passati dalla concentrazione proprietaria alla concentrazione algoritmica». Le parole di Andrea Imperiali, docente all’Università Cattolica e membro del Comitato IA di AgCom, sono state una delle chiavi del confronto al Festival dell’Economia di Trento costruito attorno al libro “Economia delle industrie mediali”, curato da Massimo Scaglioni ed edito da Vita e Pensiero. Un dialogo sui cambiamenti che negli ultimi vent’anni hanno investito i media, oggi infrastrutture economiche, algoritmiche e culturali capaci di incidere su attenzione, reputazione, pubblicità, consumo e percezione della realtà. Sul palco anche Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo Il Sole 24 Ore, Massimo Beduschi, ceo e chairman di WPP Media, e Linus, direttore editoriale di Radio Gedi.Nel libro, e nel confronto di Trento, il punto centrale è lo spostamento di risorse e attenzione dai media editoriali tradizionali alle piattaforme globali. «Il tema economico-industriale e il tema democratico non sono separabili», ha spiegato Scaglioni. Pubblicità digitale, programmatic advertising e concentrazione delle risorse incidono sulla sostenibilità dei media, sulla qualità dei contenuti e sulla possibilità di costruire una realtà condivisa.19:1523 maggio 2026L’algoritmo del potere e il rischio di un’Europa troppo piccoladi Andrea BiondiL’intelligenza artificiale non è soltanto ChatGpt. È una catena industriale fatta di chip, cloud, dati, energia e potere economico. Ed è una gigantesca questione politica. Al Festival dell’Economia di Trento, nel panel “L’algoritmo del potere: dinamiche di mercato nell’era della tecnologia”, organizzato con la Società italiana di Economia, il confronto fra studiosi ed economisti prova a spostare il dibattito fuori dall’entusiasmo per l’innovazione.Federico Boffa, della Libera Università di Bolzano, in apertura indica la direzione: servono cittadini più informati e politiche pubbliche più consapevoli. Dietro l’apparente semplicità dell’IA, del resto, si nasconde un ecosistema dominato da pochi colossi. Carlo Cambini, del Politecnico di Torino, lo descrive come una filiera a strati: chip, cloud e modelli linguistici. «Il 90% dei chip è prodotto da Nvidia», ricorda. Poi arrivano Google, Microsoft e Amazon, che controllano il cloud globale. Sopra ancora ci sono ChatGpt, Gemini e gli altri sistemi generativi. Più si sale, più cresce la concorrenza. Ma il controllo resta concentrato.18:0423 maggio 2026Export: ambasciatore Vattani, giusto puntare sul Giappone, vetrina dell’AsiaIn un contesto altamente complesso, il Giappone è un riferimento fondamentale per l’export italiano. Lo ha sottolineato l’ambasciatore dell’Italia in Giappone, Mario Vattani, nel suo intervento in videocollegamento al panel ’La sfida dell’export italiano in un mondo sempre piu’ instabile’ al Festival dell’Economia di Trento.“L’Expo di Osaka - ha sottolineato Vattani - è stato veramente un successo per il Made in Italy. Penso abbia avuto degli effetti sull’export, ma anche sull’attrazione degli investimenti. E mi fa veramente piacere che abbiate scelto di dedicare una finestra al Giappone, giustissimo visto il tema: nella sfida dell’export italiano, in un mondo instabile, abbiamo un Giappone che rimane una delle economie più solide e affidabili del mondo, un sistema produttivo avanzatissimo, infrastrutture molto efficienti e poi soprattutto, aspetto per il nostro export molto importante, è un Paese che tutela la proprietà intellettuale a differenza di altri”.La sfida dell’export italiano in un mondo sempre più instabile Nella foto: Nicoletta Picchio, Matteo Zoppas, Mario Vattani in collegamento video“Il Giappone - ha aggiunto Vattani in un altro passaggio - può essere quasi un progetto pilota o esperimento, è veramente utile perché è un mercato complicato, difficile, lontano. Vedere come l’Italia si muove in un contesto sfidante è utilissimo per le aziende che possono un domani, attraverso il sistema Italia, accedere all’Asia intera. Il Giappone è un esempio per i consumi per il resto dell’Asia, una vetrina”.17:4023 maggio 2026Fisco, Leo: sull’Irpef puntiamo alla seconda aliquota fino a 60mila eurodi Giovanni ParenteL’obiettivo è fare un altro passo sulla riduzione dell’Irpef, portando lo scaglione della seconda aliquota Irpef (quella ora al 33%) da 50mila a 60mila euro di reddito. Naturalmente se le risorse disponibili per la prossima manovra lo permetteranno. Ma non solo perché il percorso del completamento della riforma fiscale vede ormai il traguardo: mancano all’appello il decreto correttivo Omnibus e il Codice tributario ma intanto sono 28 i decreti delegati già varati, di cui 24 in «Gazzetta Ufficiale».Restano in agenda modifiche che potranno essere fatte sempre e solo compatibilmente se ci saranno le risorse. Il riferimento è ai ritocchi sulla parte dei redditi finanziari dove ci sono temi caldi come l’unificazione del trattamento di fondi immobiliari e mobiliari e la riduzione dal 26% al 20% della tassazione sui rendimenti degli investimenti delle Casse dei professionisti. Sono alcuni dei temi che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha affrontato a margine e durante i lavori del panel «Opportunità, tutele e prospettive: un approccio multidimensionale» durante il festival dell’Economia di Trento.17:3123 maggio 2026Dolci (Procuratore della repubblica di Venezia) sulle misure di prevenzione per le imprese17:3023 maggio 2026Pinelli e il dovere della memoria della strage di Capaci17:0923 maggio 2026Export, Confindustria e Gruppo Il Sole 24 Ore lanciano “ExPAnD”18:1323 maggio 2026Energia: Giovannini (Asvis), Governo riprenda competenze da RegioniIl Governo “dichiari la questione energetica tema di sicurezza nazionale per riprendere in mano la questione energetica” afferma Enrico Giovannini, direttore scientifico Asvis ed ex ministro della mobilità sostenibile nel corso di un panel al Festival dell’Economia sul tema della sostenibilità. Giovannini denuncia i ripensamenti sulla transizione energetica in tutta Europa con una serie di indirizzi “smantellati o ribaltati” ad iniziare dalla rendicontazione obbligatoria delle imprese. Il Green Deal, afferma, “non è una strategia ambientalista: indica che se il mondo vuole salvarsi deve andare verso la sostenibilità ma c’è chi non vuole cambiare e lo agita come un feticcio ideologico”. Nel caso dell’Italia, il Paese deve dire che quella è la direzione in cui andare, osserva Giovannini ma c’è chi rallenta questo processo e tra questi ci sono anche alcune Regioni. Il responsabile dell’alleanza Asvis indirettamente cita la Sardegna, contraria a nuovo eolico off-shore.“Il Governo sull’assetto costituzionale attuale ha le mani legate” spiega l’ex ministro dei Governi Letta e Draghi che definisce un “errore drammatico” quello fatto con la riforma dell’articolo V per il trasferimento dei poteri non solo della distribuzione ma anche della produzione elettrica. “Bisogna ribaltare la situazione e lasciare che siano le Regioni a fare i ricorsi al Tar”.Il direttore scientifico dell’Asvis ha quindi sottolineato che non si stancherà mai di ripetere “che la sostenibilità è un vantaggio per le imprese italiane: quelle con oltre dieci addetti che hanno investito in modo elevato in sostenibilità nel triennio successivo registrano un +16% di valore aggiunto a parità di altre condizioni”.Perché la sostenibilità è centrale Nella foto: Alessandra Cantù; Enrico Giovannini; Rita Carisano; Mauro Battocchi; Maria Cannata; Carlo Costa; Cheo Condina e pubblico di spalleGiovannini ha preso parte ad un dibattito organizzato dal Festival dell’Economia al quale ha preso parte, tra gli altri, Rita Carisano, Direttore generale dell’Università Luiss Gudo Carli che ha indicato come la generazione Z, quella che per ragioni anagrafiche oggi frequenta le università, dimostri “una propensione spinta alla sostenibilità con un approccio pragmatico e non ideologico”. Nella scelta di un’azienda alla quale presentare una domanda di lavoro i neolaureati di oggi, ha aggiunto Carisano, si informano se sia protesa alla sostenibilità e sono attenti anche alla sostenibilità sociale “di cui si sentono responsabili” mentre quella ambientale ormai la danno per acquisita, quasi scontata.16:4323 maggio 2026Ai e Fisco: sempre tracciato l’uso delle piattaforme da parte dei funzionari delle Entrate32 minuti faExport, Tajani: qualità del Made in Italy supera crisi e dazidi Andrea CarliLa qualità del Made in Italy consente all’export di continuare a correre, nonostante le nubi che aleggiano sul commercio internazionale, tra dazi e guerre che mettono a rischio la libertà di navigazione. È questa la chiave di lettura che Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli esteri ha fornito in occasione dell’intervento, in videocollegamento, al Festival dell’Economia di Trento, venerdì 23 maggio.Intervistato dall’editorialista del Sole 24 Ore Adriana Cerretelli, ha delineato la strategia del governo. «Stiamo facendo moltissimo per sostenere le imprese» ha affermato, evidenziando i buoni risultati dell’export nonostante la guerra dei dazi. Non solo i dati de 2025, «ma anche i dati del primo trimestre di quest’anno ci dicono che siamo aumentati di oltre il 7% - ha aggiunto -. Il clima per le nostre esportazioni è molto positivo e questo è anche un segnale che il piano d’azione messo in campo dal governo sta aiutando le imprese a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. C’è una strategia complessiva del governo che ha coinvolto tutte le imprese».18:0923 maggio 2026Infrastrutture: Cattoni (A22), serve stagione di investimenti«Le infrastrutture, soprattutto sul fronte della mobilità, sono una leva di sviluppo per un Paese. Ma servono infrastrutture adeguate e in Italia non lo sono». Lo ha detto Diego Cattoni ad di Autostrada del Brennero, al Festival dell’Economia di Trento. «Se guardiamo i Paesi competitor come ad esempio francia, Spagna e Germania sono molto più avanti di noi. In Italia nel 2026 abbiamo gli stessi chilometri di 50 anni fa.Non si sono fatti investimenti per decenni perché c’è stata una politica del no che oggi ci fa trovare in una situazione che non è competitiva. Dobbiamo iniziare una stagione di investimenti in infrastrutture», ha aggiunto.Normale ci sia competizione su concessione, noi attrezzati“Dove c’è una gara è chiaro che ci sia competizione. Autostrada del Brennero ha una storia molto particolare perché non è stata costruita dallo Stato, è stata costruita dai territori. Autobrennero è sentita fortemente dai territori; ci siamo attrezzati in gara per dare continuità alla storia di Autobrennero dove gli attuali soci ci siano anche in futuro”. Lo ha affermato a Radiocor, Diego Cattoni ad di Autostrada del Brennero, a margine del Festival dell’Economia di Trento, in merito alle indiscrezioni di stampa secondo cui tra i candidati a partecipare alla fase preliminare di scrematura dei contendenti per l’assegnazione della concessione, ci sarebbero anche soggetti come Abertis, Gavio e l’iberica Sacyr. “Territori”, ha precisato l’ad, “significa tutti coloro che abitano rappresentati di chi ha cariche elettive vuol dire comuni vuol dire province vuol dire che commercio vuol dire regioni questo di sei province quindi Bolzano, Trento, Verona, Mantova Reggio Emilia e Modena e quindi viene sentita dai territori perché voluta costruita e gestita dai territori”. Sul fronte delle tempistiche, “siamo in attesa che il Ministero passi alla seconda fase del bando di gara. La prima fase era quella in cui venivano presentate le manifestazioni di interesse. Siamo in attesa che si apra la seconda fase che sta gestendo il Ministero” dei Trasporti.15:1123 maggio 2026Costa (A22): «Manifestazione al Brennero sarà catastrofe totale»“La manifestazione al Brennero del prossimo 30 maggio sarà una catastrofe totale”, così Carlo Costa, direttore tecnico generale di Autostrada del Brennero, intervenendo nel panel ’Perchè la sostenibilità è centrale’, al Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo Il Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento. “Per il valico del Brennero transita oltre il 10% dell’import e export nazionale”.Perché la sostenibilità è centrale. Nella foto: Carlo Costa14:5023 maggio 2026De Mistura (Onu): «Trump ha quasi azzerato contributi, nessun Paese ha riempito gap»“Oggi anche le attività delle agenzie Onu sono state messe in crisi dal momento che il principale paese donatore, gli Stati Uniti, ha deciso di tagliare i fondi. Il bilancio ordinario dell’Onu in sé non è alto. Ma la grande fetta del bilancio è determinata dai contributi volontari, con una quota Usa che da sola ammontava a oltre il 40 per cento. Nell’era Trump sono stati quasi azzerati i contributi volontari e fortemente tagliati anche quelli per il bilancio ordinario”. Lo ha detto Staffan De Mistura, già sottosegretario agli Esteri e inviato speciale Onu, intervenendo a un panel del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing. “Nessun altro Paese si è fatto avanti per riempire il gap lasciato dal disimpegno americano - ha aggiunto -. La Cina ha sempre donato pochissimo in termini contributi volontari, mentre l’Europa già ritiene di essere uno dei massimi donatori. In ogni caso il bilancio totale dell’Onu, fra contributi ordinari e volontari, ammonta a 70 miliardi”.Onu: le speranze dei giovani Nella foto: Staffan De Mistura; Marina Castellaneta; Paolo Magri; Maurizio Massari18:3223 maggio 2026Mazzi: «Italia favorita dalla situazione internazionale»«Lo dico a bassa voce», premette il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, a margine del panel “Il ruolo della musica live nello sviluppo del turismo” al quale ha preso parte ieri al Festival dell’Economia di Trento: «La situazione favorirà il turismo italiano». Non perché il mondo stia meglio. Semmai il contrario. Perché quando le rotte lontane diventano incerte, i viaggiatori si stringono a un’Europa in cui l’Italia continua ad apparire come un atlante tascabile di desideri: mare, borghi, cibo e, anche, concerti.«Dalle prime proiezioni che abbiamo i turisti europei sceglieranno l’Italia». E aggiunge Mazzi: «Nel 2026 ci sarà una crescita del 2% di presenze e arrivi sul 2025 e del 4% in termini di valore, anche se spero che queste percentuali siano molto superiori».Pa, Zangrillo: «Nel 2026 assumeremo 200-250mila persone, un milione entro il 2032»«Assumere un milione di persone nei prossimi 6, 7 anni significa uno sforzo di reclutamento significativo ma sono molto ottimista, anche se è un obiettivo molto sfidante ». Lo ha affermato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, precisando che «abbiamo necessità di un ricambio generazionale in quanto nel 2032 perderemo un milione di persone che maturano i requisiti per la pensione», intervenendo al Festival dell’Economia di Trento. «Nel 2026 contiamo di assumere tra 200 e 250mila persone, quindi abbiamo un piano di reclutamento che è in linea con i valori che abbiamo registrato negli ultimi tre anni», ha annunciato Zangrillo, ricordando anche che nel solo gennaio sono state assunte 24.100 persone, delle quali «una parte significativa dedicata al comparto sanità e un’altra parte significativa dedicata agli enti locali».Pubblica amministrazione, entro otto anni 1 milione di assunti Nella foto: Paolo Zangrillo ; Gianni Trovati La Pa diventi luogo attrattivo per i giovani«I giovani di oggi non cercano un posto di lavoro; cercano il posto di lavoro ossia una organizzazione che sia capace di andare incontro ai propri sogni e per affrontare sfide accattivanti», ha detto il ministro Zangrillo. «Se vogliamo affrontare in modo consapevole questo processo di reclutamento dobbiamo essere sempre più attraenti e quindi vedere la Pubblica amministrazione come un luogo in cui il giovane può fare una esperienza qualificata. Ed è proprio in questa direzione che stiamo lavorando». «Sulla legge elettorale ragioniamo, coinvolgere le opposizioni»«Sulla legge elettorale ci stiamo ragionando. Stiamo cercando di coinvolgere le opposizioni e credo che questo sia importante», ha detto il ministro della Pubblica amministrazione. «Lo dico perchè dobbiamo evitare che le opposizioni possano dire che il governo si sta facendo una legge a suo uso e consumo o che attacchiamo la democrazia. Tutte cose non vere. Dobbiamo continuare a insistere per trovare una soluzione condivisa». E sull’ipotesi della soglia al 3%, Zangrillo ha detto: «Potrebbe andar bene ma dobbiamo trovare una condivisione comune». Zangrillo: non mi pare che Marina Berlusconi voglia scendere in campo«Dal mio punto di vista, per come la conosco e per quello che ho sentito raccontarle, non mi pare che ci sia l’intenzione da parte sua di scendere in campo». Così il ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, a margine del Festival dell’Economia di Trento, in merito ad una eventuale discesa in politica di Marina Berlusconi. Secondo Zangrillo «Marina Berlusconi è un’imprenditrice che è innamorata pazzamente del suo lavoro di editrice e io la invidio perché è un lavoro straordinario: lavorare nel comparto della cultura è una meraviglia. Marina Berlusconi è una persona che evidentemente come imprenditore e come capo di una delle aziende editoriali più importanti dell’Italia osserva il nostro Paese e quindi anche le dinamiche della politica; poi si chiama Berlusconi e quindi è evidente che ha a cuore una delle creature di suo papà. Tiene molto a Forza Italia e ha l’ambizione che continui a giocare un ruolo da protagonista nel panorama politico», ha detto ancora, aggiungendo che «la incontro periodicamente e devo dire che dai ragionamenti che fa non mi pare abbia intenzione di un impegno diretto in politica. Però bisogna stare attenti a cosa si intende per fare politica; la politica la facciamo tutti e quindi Marina Berlusconi che dialoga con noi e che ci rappresenta il suo modo di vedere le cose è comunque una persona che sta facendo politica. Altra cosa è il partito».12:0123 maggio 2026Zoppas (Ice): target 700 miliardi di export raggiungibile malgrado criticità«Stiamo vedendo molte difficoltà, stiamo vedendo delle difficoltà critiche, la linearità delle previsioni è saltata, la linearità delle crescite è saltata». Ma «visto il track record storico», si può pensare che «dal 2025 al ’26, al ’27 si possa ancora in qualche modo raggiungere» l’obiettivo. Lo ha indicato il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas, nel suo intervento al panel “La sfida dell’export italiano in un mondo sempre più instabile” nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento, con riferimento al target dei 700 miliardi di export al 2027. Il target, ha precisato Zoppas, «è stato posto comunque prima sia dei dazi, sia dell’aumento dell’euro-dollaro, sia della situazione del Medio Oriente, che interessa apparentemente 28 miliardi di euro di export sui 640. Ma l’effetto di Hormuz interessa tutto il Made in Italy».11:4023 maggio 2026Modello Its per superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro11:0423 maggio 2026Letta: «Un grande appello: è il momento di una Dichiarazione di Indipendenza dell’Ue»«È il momento dell’indipendenza europea», dice l’ex premier Enrico Letta, autore del rapporto sul mercato unico europeo, che dal Festival dell’Economia di Trento avverte: «Bisognerebbe addirittura fare una dichiarazione di indipendenza dell’Unione Europea, perché le dipendenze con le quali abbiamo vissuto in tutti questi anni sono il grande elemento della nostra debolezza». E lancia «un grande appello: se vogliamo essere indipendenti e autonomi dobbiamo ripartire da una dichiarazione di indipendenza». All’Europa - sottolinea ancora - oggi servono «scelte di medio e lungo periodo», che sono «complicate» da varare, sono «faticose». Bisogna «fare come abbiamo fatto con l’euro» e oggi «farlo con l’energia, con l’esercito, con la difesa europea, con la connettività europea e soprattutto con i mercati finanziari». Come con il Covid, «quando siamo stati in crisi le decisioni le abbiamo prese».10:5923 maggio 2026Patuelli: non vedo provvedimenti giuridici che impediscano un’aggregazione tra UniCredit e CommerzbankUn’aggregazione tra UniCredit e Commerzbank non ha «impedimenti giuridici che l’impediscano». Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, risponde così intervistato al Festival dell’Economia. Come sua abitudine il presidente dell’Abi non risponde sulle operazioni di mercato in corso come quella citata dall’intervistatrice ma aggiunge: «Ho letto di polemiche negli ultimi anni su questa vicenda ma non ho letto di alcun provvedimento giuridico che l’impedisca: è solo una questione di mercato». Patuelli, rispondendo successivamente sullo stesso tema, osserva di non vedere alcuna preclusione nel resto d’Europa nei confronti delle banche italiane che «detengono non meno di 20 banche in altri paesi dell’Unione europea», in particolare le prime due, Intesa Sanpaolo e UniCredit. «Banche solide ma non tutte al top, nemmeno in Italia»La buona salute del settore bancario italiano, testimoniata dai numeri delle trimestrali e dalle ultime analisi della Banca d’Italia, sono confermate dal presidente dell’Abi. «I risultati di quasi tutte le banche, non tutte sono al top, nemmeno in Italia, sono il frutto di un quindicennio trasformazioni» che in Italia sono state superiori al resto d’Europa. Patuelli ricorda i fatti salienti degli ultimi quindici anni che quasi coincidono con il periodo trascorso dal banchiere ravennate alla Presidenza dell’associazione dove venne catapultato nel gennaio del 2013, ricorda, «a seguito di un momento di crisi» (le dimissioni del suo predecessore Giuseppe Mussari, ndr). Patuelli è stato designato pochi giorni fa dall’Esecutivo dell’associazione per un altro biennio, fino al luglio 2027. In questi anni «ho affrontato di tutto», ricorda, come «le crisi bancarie esplose pochi mesi dopo e che non sono gestite dall’Abi ma che condizionano tutto». Poi la nascita della Vigilanza unica nel 2014 «con tanti limiti e norme non unificate e tante pretese dei vertici che ci chiedevano vincoli assurdi» per le caratteristiche delle banche del Paese. Poi i molti avvicendamenti di governi e la fase di ristrutturazione profonda e di innovazione tecnologica: oltre 12 anni, fino ad oggi, caratterizzati «da una litania di problematiche». «I problemi delle imprese crescono ma le crisi non avvengono immediatamente ma ci vogliono diversi mesi. E quando si aprono le crisi delle imprese nascono i problemi per le famiglie e per le banche. E’ una catena ineludibile», ha detto il presidente dell’Abi. «Per questo motivo chiedo che venga constata una situazione economica di emergenza europea, perchè il problema non è solo italiano. E rispetto ad una emergenza europea ci vuole una iniziativa economica di pari rilievo simile a quella che l’Unione Europea ha sviluppato durante la pandemia producendo il Pnrr. Quindi bisogna pensare a qualcosa che favorisca gli investimenti per rilanciare lo sviluppo, la produzione e l’occupazione in tutta Europa. Questo perchè l’Europa non è fatta di Stati autarchici ma di Paesi interconnessi produttivamente uno all’altro».L’Europa ha bisogno di “provvedimenti di urgenza” perché “siamo in emergenza economica e finanziaria” e da Bruxelles si deve produrre un nuovo “piano di sviluppo”. Per Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, bisogna innanzitutto dare vita, in tempi brevi, all’Unione dei risparmi e degli investimenti: “bisogna approvarlo, bisogna decidere subito perché innescherebbe i risparmi privati” per lo sviluppo e poi, accanto, “un’iniziativa europea di emergenza che utilizzi anche debito pubblico europeo” ricordando che i trattati “non sono immutabili e possono essere riformati”. Ma non è tutto: “poi abbiamo gli 80 miliardi inutilizzati nel Mes. Domando alle autorità di tutta Europa: è bene lasciarli lì inutilizzati o prendere atto che la situazione non è più quella di quando è nato, o riformato in maniera incompleta, e constatare che è meglio utilizzare dei fondi giacenti nel momento in cui abbiamo bisogno di investimenti in Europa?” Per Patuelli non ci sono dubbi su quale sia la risposta giusta. “Il Mes va ripensato integralmente”. La riforma fatta qualche anno, spiega, non teneva conto della guerra in Ucraina e di altri shock successivi, come i dazi Usa. “Tutto cambia e i soldi del Mes rimangono lì, come in un santuario”. Il tema non è “la ratifica” da parte dell’Italia che da anni respinge il pressing dei partner europei. “E’ bene chiarirlo: la ratifica non è la questione, sarebbe una ratifica al Mes che è rimasto nella vecchia logica” invece “va cambiata la logica: nuova destinazione dei fondi del Mes a fini produttivi e di difesa”.10:5723 maggio 2026Schillaci: «Su liste attesa primi miglioramenti, numeri mostrano inversione trend»«Sulle liste di attesa vorrei ribadire che sono fiero di aver messo mano come ministro a questa questione. Abbiamo più di 20 anni alle spalle di rinvii e decisioni non prese, mentre questo governo ha approvato una legge per mettere finalmente ordine e cominciamo a vedere i primi miglioramenti, sia per numero di prestazioni in aumento sia per la diminuzione dei tempi. I numeri mostrano una inversione di tendenza». Lo ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in collegamento al Festival dell’Economia di Trento 2026. «Abbiamo finalmente delle regole chiare: i cittadini non possono pagare inefficienze o ritardi nel sistema e se il servizio pubblico non riesce a garantire una prestazione nei tempi previsti, quella prestazione o visita - ha sottolineato Schillaci - deve essere assicurata con l’attività intramoenia o del provato accreditato senza costi aggiuntivi rispetto al ticket o all’esenzione per i pazienti esenti. Laddove ci si sta organizzando si vendo i miglioramenti».10:4223 maggio 2026Marcegaglia: in Ue troppe dipendenze, senza strategia rischio disruptionNell’attuale contesto di crisi, «per un imprenditore il problema non è solo avere il costo dell’energia più alto, ma non sapere quanto sarà il costo dell’energia domani. Per fare impresa servono certezze e credo che questa sia la debolezza dell’Europa. Dobbiamo spingere l’Europa, e il nostro Paese, a fare politiche strategiche diverse». Lo ha detto Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, durante uno dei panel del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo Il Sole 24 Ore. «Dobbiamo capire tutti che avere una dipendenza energetica impatta sui conti delle famiglie e delle imprese e, quindi, impatta sulla capacità di creare benessere. Se non saremo più competitivi e capaci di stare sui mercati si andrà verso un declino e un processo di deindustrializzazione, che in parte è già in atto», ha detto Marcegaglia. Lo shock energetico «colpisce molto l’Europa, non solo l’Asia e la Cina, molto meno gli Stati Uniti. Noi abbiamo troppe dipendenze, bisognerebbe organizzare meglio le catene del valore. L’Europa è troppo dipendente dal gas e petrolio estero, quindi servirebbe un’altra strategia energetica», ha detto Marcegaglia, sottolineando che «dobbiamo pensare a un cambiamento strutturale, dobbiamo essere più indipendenti e autonomi, avere più autonomia strategica, altrimenti alla prossima crisi rischiamo di avere un disruption».In atto deindustrializzazione in Europa e ItaliaIn Italia e in Europa è già in atto un processo di deindustrializzazione. Se si guardano le produzioni industriali in Europa e in Italia, la capacità produttiva è in calo del 10-15% rispetto a 15-20 anni fa in alcuni settori manifatturieri, soprattutto quelli energy intensive. Lo ha detto Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, parlando con Radiocor a margine di uno dei panel del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo Il Sole 24 Ore. Ovviamente, più le crisi si protrarranno, in particolare quella in Medio Oriente con la chiusura dello stretto di Hormuz, «più rapido sarà il processo di deindustrializzazione». Per l’industria, dunque, si pone innanzitutto un tema di competitività: «Se non saremo più in grado di essere competitivi, di avere capacità di stare sul mercato, poi avremo un controllo di governo e quindi non riusciremo più a sostenere il nostro welfare, che è una delle nostre forze», ha detto Marcegaglia, spiegando che, quindi, «bisogna fare delle scelte oggi per evitare un declino chiaro domani. C’è già un processo di deindustrializzazione in corso in Italia e in Europa, questo bisogna che sia chiaro. Dobbiamo cercare di fermarlo».10:1523 maggio 2026Prodi: l’identità che trionfa uccide la diplomazia e fa tornare guerre di religione«Ci comportiamo come servi di fronte a Trump e non sappiamo come comportarci davanti ai cinesi». Così l’ex premier Romano Prodi al Festival dell’economia di Trento. «L’Europa dovrebbe avere capacità unitaria di intervento», ha avvertito.A proposito del conflitto in Medio Oriente, gli Usa hanno bisogno «di chiudere la vicenda e anche l’Iran. Questa guerra fa di Israele una super potenza, ma intorno ha Paesi arabi. Si è instaurato un odio che porterà conseguenze molto pesanti. I popoli umiliati e impotenti alla fine si vendicano», ha proseguito Prodi, intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini nel corso del Festival dell’economia di Trento. «Da parte di Israele e Usa c’è una capacità strategica straordinaria ma una incapacità politica che non ho mai capito», ha aggiunto l’ex premier italiano. «La società americana non è più quella di una volta, ho visto pezzo per pezzo i cambiamenti: da Bush a Clinton, poi Obama. Si è radicalizzata come tutta la politica mondiale. Ormai l’identità diventa il metro con cui Paesi democratici si orientano. Maga è Come Allianz für Deutschland o l’estrema destra in Italia. È l’identità che trionfa su qualsiasi cosa ma uccide la diplomazia e fa tornare alla guerre di religione», ha concluso Prodi.Un altro errore fatto dagli Stati Uniti nella politica internazionale, ha rilevato Prodi, è stato «unire strettamente la Russia e la Cina». L’ex presidente della Commissione europea ha comunque sottolineato che la Cina «gioca al gatto col topo» con la Russia «perché non aver concesso il gasdotto» Power of Siberia 2 «vuol dire che la Cina non vuole dipendere dalla Russia ma che la Russia dipenda dalla Cina». In definitiva, «la Russia è indispensabile alla Cina, ma la Cina la utilizza mantenendola come alleato minore».Il riarmo tedesco cambia la struttura europea. Italia sia il collanteIl riarmo della Germania è un «grande cambiamento all’interno dell’Europa. La Germania non ha mai speso nulla sulla difesa e in un giorno, in un passaggio di governo, decide di stanziare un bilancio doppio di quello francese. Questo cambia la struttura europea e ci si pensa poco», ha detto Prodi. «C’è sempre stato un tacito accordo tra Francia e Germania» per indicare la leadership europea, ha ricordato l’ex premier. «Improvvisamente la Germania si propone come leader militare. Pensiamo davvero ad un Europa in cui uno comanda e l’altro paga? Qui non stiamo comprendendo le regole necessarie per stare assieme. In più Francia e Germania sono amici ma non più fratelli come in passato. E come si risolvono i problemi senza slancio politico? Ed è la funzione italiana che manca, quella del collante.Governo oggi è debole, non vedo elezioni anticipate«Questo è un momento di debolezza del governo, quindi l’idea di accompagnare una maggior debolezza con le elezioni anticipate è una logica che io non vedo». E’ la previsione formulata da Romano Prodi nel corso del panel “Piano inclinato”, colloquio con il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. «In questo momento non c’è una spinta vera per anticipare le elezioni, perché il governo era assai più forte tre mesi fa di oggi», ha aggiunto, sottolineando d’altra parte che questo non avviene per meriti dell’opposizione: «Non è che sia più forte il “campo largo”, è più debole il governo».«Non torno in campo ma Palazzo Chigi mi piaceva»«No, perché ho il senso dell’età, però mi piaceva proprio essere a Palazzo Chigi, era proprio bello». Così Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e della Commissione europea, ha replicato al direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, che gli chiedeva se abbia o abbia mai avuto la tentazione di tornare in politica.09:0323 maggio 2026Montezemolo: «L’Italia e l’Europa più deboli se vince la deindustrializzazione»di Andrea BiondiL’Europa che Donald Trump tratta come una comparsa nel suo resort scozzese, quando riceve la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e quella che vede progetti che, emblematicamente, sembrano provare a costruire un mercato ferroviario comune partendo dai treni. Due immagini lontane, eppure tenute insieme da Luca Cordero di Montezemolo in un ragionamento che, al Festival dell’Economia di Trento, somiglia meno a una lezione sull’europeismo e più a un allarme industriale, a un alert su un rischio diplomatico, economico, strategico.C’è un punto geopolitico: «Io credo che non ci sia mai stato un momento nel mondo così delicato e così potenzialmente pericoloso». Per l’ex presidente Ferrari e oggi presidente di Italo, Fondazione Telethon e Manifatture Sigaro Toscano, la questione è anche produttiva. Riguarda fabbriche, energia, tecnologie, lavoro. «Nel silenzio assistiamo a una deindustrializzazione dell’Italia che fa paura», dice intervistato da Agnese Pini, direttrice di Qn, Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione, durante l’incontro «Perché servono gli Stati Uniti d’Europa». E l’elenco che segue è la radiografia di un ridimensionamento nazionale: «Non abbiamo più l’automobile, non abbiamo più l’elettronica, rischiamo di non avere più l’acciaio».09:0123 maggio 2026AI, Prodi: «Ue non sta prendendo parte a competizione politica»“L’intelligenza artificiale è una vera e propria competizione politica, ma l’Europa non vi sta prendendo parte. Risvolti sull’occupazione? Impatterà su ogni aspetto, tant’è che ora i cinesi stanno lavorando per regolamentarla come noi europei”. Lo ha detto Romano Prodi, intervistato ieri sera dai giovani nell’ambito del Festival dell’economia di Trento in corso fino a domani con l’organizzazione del Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia.09:0123 maggio 2026Calderoli: «Riforma elettorale con soglia al 3%. Ma sia chiaro che si fa anche l’autonomia»di Antonio LarizzaLa riforma della legge elettorale? «Si fa. E credo che tra i due sbarramenti di cui si sta parlando, il 3% possa essere una cosa corretta». La riforma dell’autonomia? «Deve essere chiaro che se non c’è l’autonomia, non c’è altro». La legislatura? «La scadenza naturale è il 13 ottobre 2027. Io non starò in un Esecutivo che vuole sciogliersi prima». Salvini ha aperto all’ipotesi di voto anticipato? «Ne ho parlato con lui personalmente. Non solo non si deve parlare di aprile o maggio ma, visto che la legislatura si conclude il 13 ottobre, se si va a votare a dicembre, c’è la possibilità di fare non solo la Legge di bilancio di quest’anno, ma anche quella dell’anno prossimo».È un Roberto Calderoli energico quello che arriva al Festival dell’Economia di Trento per partecipare all’incontro «Autonomie speciali, geopolitica, giovani come protagonisti» insieme al presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e a quello della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.08:3923 maggio 2026Al Festival dell’Economia di Trento il ruolo dell’Europa nel mondo che cambiaIl ruolo dell’Europa in un mondo che cambia a causa delle tensioni geopolitiche. La ricerca di nuovi mercati e il ruolo delle banche. Sono questi alcuni dei temi della quarta giornata del Festival dell’Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento. A dare il calcio d’inizio sarà un evento al quale parteciperanno Enrico Letta, Emma Marcegaglia e Antonella Sberna.Ad illustrare il ruolo delle banche come punto di forza dell’Europa sarà invece il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Di banche, economia dei territori e intelligenza artificiale, parlerà Stefano Barrese, responsabile della Divisione banca dei territori Intesa Sanpaolo. Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, illusterà la sfida dell’export italiano in un mondo sempre instabile. Ancora folta la presenza del governo. È attesa la presenza del ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo; di Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della ricerca, e Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento. A Trento è attesa anche la presenza del vice ministro Maurizio Leo.08:4823 maggio 2026NewsletterNotizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.Iscriviti
Ciriani: inevitabilmente si farà un referendum sul nucleare in Italia
Quarta giornata del Festival dell’Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo Il Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento















