Reggio Calabria, 23 maggio 2026 – Tra i venti capoluoghi italiani interessati dalla tornata di elezioni amministrative di questo 2026 c’è Reggio Calabria. Urne aperte domenica 24 e lunedì 25 maggio per oltre 172mila reggini chiamati a scegliere il primo cittadino, i trenta consiglieri di Palazzo San Giorgio e, contestualmente, i presidenti e i consiglieri delle cinque circoscrizioni cittadine, recentemente reintrodotte con il ritorno del decentramento amministrativo. Trattandosi di un grande comune, il sistema elettorale è quello del doppio turno: per vincere al primo occorre superare la soglia del 50% più uno dei voti validi, altrimenti i due candidati più votati si sfidano al ballottaggio, fissato per il 7 e 8 giugno. È ammesso il voto disgiunto – cioè si può tracciare un segno sul nome di un candidato sindaco e contestualmente sul simbolo di una lista che ne sostiene un altro – ed è prevista la doppia preferenza di genere per il consiglio comunale, con la possibilità di indicare fino a due nominativi di sesso diverso.
Finisce l’epoca di Falcomatà
Il voto nel capoluogo calabrese segna la fine di una consiliatura turbolenta, il cui protagonista per circa 12 anni è stato Giuseppe Falcomatà, figlio di Italo Falcomatà – a sua volta sindaco ai tempi della cosiddetta "Primavera di Reggio" tra il 1993 e il 2001. Eletto per la prima volta nel 2014, Giuseppe è rimasto coinvolto nell'inchiesta sull'ex Grand Hotel Miramare, per la quale ha avuto una sospensione di quasi due anni in applicazione della legge Severino per una condanna in primo grado per abuso d'ufficio. Annullata la condanna in Cassazione nel 2023, è stato reintegrato nel ruolo di primo cittadino, salvo poi decadere a novembre 2025 dopo essere stato eletto consigliere regionale nelle liste del Partito Democratico. A quel punto, però, si è consumata la rottura con il fronte cittadino del partito, che lo ha sfiduciato contestandogli alcune scelte unilaterali delle ultime settimane di mandato, dalla sostituzione di tre assessori al rinnovo dei vertici delle partecipate comunali. Da allora la città è amministrata in regime di reggenza dal vicesindaco facente funzioni Paolo Brunetti.












