Venezia e Reggio Calabria sono le osservate speciali per il weekend. A loro si aggiungono numerose città, tra cui Avellino, Messina e Salerno, dove torna in campo Vincenzo De LucaSono oltre 6,6 milioni gli elettori chiamati alle urne per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, in una tornata che coinvolge 894 comuni complessivamente, di cui 661 nelle regioni a statuto ordinario e 18 capoluoghi di provincia. I seggi saranno aperti domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato sindaco raggiungerà il 50% più uno dei voti validi, si tornerà a votare per il ballottaggio il 7 e 8 giugno. Nelle regioni a statuto speciale il calendario è differenziato: si vota negli stessi giorni anche in Friuli-Venezia Giulia e Sicilia, mentre in Sardegna il primo turno è previsto il 7 e 8 giugno. Per votare servono tessera elettorale e documento d’identità valido.Come si vota alle elezioni comunali 2026Le regole cambiano a seconda della dimensione del comune. Nei comuni sotto i 15mila abitanti vince chi prende più voti e non è ammesso il voto disgiunto: la croce sul sindaco o sulla lista vale per entrambi. Nei comuni fino a 5mila abitanti si può esprimere una preferenza, tra 5mila e 15mila se ne possono esprimere due, ma in questo caso devono riguardare candidati di genere diverso. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, invece, è possibile votare un candidato sindaco e una lista che sostiene un altro candidato: è il cosiddetto voto disgiunto. Anche qui si possono esprimere fino a due preferenze, sempre rispettando l’alternanza di genere. In Sicilia resta una particolarità importante: nei grandi comuni la soglia per evitare il ballottaggio è del 40%, non del 50% più uno.Dove si vota: i capoluoghi e le città più osservateTra i 18 capoluoghi al voto ci sono Lecco, Mantova, Venezia, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Messina, Enna e Agrigento. Ma l’attenzione politica nazionale si concentra soprattutto su alcune città simbolo. Venezia, unico capoluogo di regione al voto, è considerata la sfida più importante: dopo il doppio mandato di Luigi Brugnaro, il centrodestra punta su Simone Venturini, mentre il centrosinistra allargato schiera Andrea Martella. A Reggio Calabria, invece, il centrodestra tenta di strappare la città al centrosinistra con Francesco Cannizzaro, sostenuto anche da Azione, contro Domenico Battaglia, sindaco facente funzioni dopo il passaggio di Giuseppe Falcomatà in Consiglio regionale.Venezia e Reggio Calabria, i due test politici più pesantiA Venezia il voto è letto come un test sul futuro equilibrio del Veneto: il centrosinistra sogna il ribaltone e la conquista della terza grande città veneta dopo Verona e Vicenza. Al centrodestra spetta il compito di difendere l’eredità politica di Brugnaro. I candidati sono numerosi, ma il duello principale resta quello tra Venturini e Martella. I sondaggi diffusi prima dello stop alle rilevazioni hanno restituito un quadro incerto, con rilevazioni che oscillano tra un lieve vantaggio del centrosinistra e uno del centrodestra. A Reggio Calabria, invece, il centrodestra parte da una posizione più favorevole e punta a chiudere i conti già al primo turno, per interrompere una lunga stagione di amministrazione di centrosinistra. Anche qui, però, il risultato sarà osservato in chiave nazionale, perché misura la capacità del centrodestra di conquistare una grande città del Sud e quella del centrosinistra di difendere una roccaforte simbolica.Le altre sfide: Salerno, Messina, Prato e i capoluoghi contesiTra le città di questa tornata più posizionate a livello politico c’è Salerno, dove Vincenzo De Luca torna in campo per la carica di sindaco con una coalizione civica, ma senza il simbolo del Pd, che ha scelto di non presentarsi ufficialmente per non compromettere gli equilibri del campo largo in Campania. Il risultato è una frammentazione progressista: da una parte De Luca, dall’altra il candidato sostenuto da M5s e Avs, mentre il centrodestra corre con Gherardo Maria Marenghi. A Messina si ricandida il sindaco uscente Federico Basile, sostenuto da Sud chiama Nord, contro il candidato del centrodestra Marcello Scurria e quello di centrosinistra Antonella Russo. A Prato il centrosinistra si affida al ritorno di Matteo Biffoni, già sindaco per due mandati, mentre il centrodestra schiera Gianluca Banchelli. A Crotone il sindaco uscente Vincenzo Voce, eletto da civico, è ora sostenuto dal centrodestra unito, contro il candidato del centrosinistra Giuseppe Trocino.Centrodestra unito quasi ovunque, ma non mancano le divisioniIn questa tornata il centrodestra cerca di mostrarsi compatto in vista dei prossimi appuntamenti nazionali. In molte città il fronte che sostiene il governo Meloni corre unito, ma ci sono eccezioni rilevanti. A Chieti, per esempio, il centrosinistra è compatto su Giovanni Legnini, mentre il centrodestra si presenta diviso. Divisioni anche ad Agrigento, dove il centrodestra corre con due candidati, e ad Avellino, dove Lega e Udc sostengono Gianluca Festa, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia appoggiano Laura Nargi. In alcuni territori il sostegno di partiti centristi come Azione o formazioni civiche potrebbe risultare decisivo.