Tra il 24 maggio e l'8 giugno sono circa novecento i comuni italiani in cui i cittadini saranno chiamati alle urne. Per il centrodestra e il campo largo il voto testerà la solidità dei due schieramenti, in vista delle elezioni politiche e delle amministrative nella città più importanti (Roma, Milano, Napoli e Bologna) del 2027. Tra i comuni dove si eleggerà il sindaco e la giunta comunale, ci sono venti capoluoghi di provincia, uno di questi (Venezia) lo è anche di regione, e alcuni casi particolari come quello di Vigevano, dove la Lega ha candidato tra le sue liste anche due rappresentanti della comunità islamica suscitando l'ira del segretario Matteo Salvini. Si voterà inoltre anche nella città d'adozione dell'ex generale Roberto Vannacci, Viareggio, ma il presidente di Futuro Nazionale ha deciso di non presentarsi.A Salerno il campo largo risulta non pervenuto: l’ex presidente della Campania, il dem Vincenzo De Luca, si è autocandidato e correrà da solo per diventare per la quinta volta sindaco, senza neanche il simbolo del suo partito. La scelta dell’ex governatore è stata definita dall’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo su questo giornale come “feudalesimo”. I pentastellati avevano già fatto sapere che se ci fosse stato De Luca, loro avrebbero corso in maniera autonoma. Salvo poi allearsi con Alleanza Verdi-Sinistra convergendo sull’avvocato Franco Massimo Lanocita che, secondo l’annuncio dei due partiti, dovrebbe essere “espressione di un ampio fronte impegnato nella costruzione di un’alternativa credibile per il futuro della città”. In tutto questo, oltre al candidato del centrodestra Gherardo Maria Marenghi, in corsa per diventare primo cittadino c’è anche Domenico Ventura, sostenuto con la lista Dimensione Bandecchi dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi.A Venezia, i due principali sfidanti per il dopo Brugnaro sono Simone Venturini, assessore a Turismo, Lavoro e Coesione sociale nella giunta uscente e candidato del centrodestra unito a cui si è aggiunto anche il partito di Carlo Calenda, e il senatore dem Andrea Martella, già sottosegretario a Palazzo Chigi durante il Conte II, che è sostenuto da Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Partito socialista, +Europa, Radicali e Rifondazione comunista. Negli ultimi due mesi però in Laguna, tra Beatrice Venezi e la Biennale, non si è respirata un'aria serena specialmente nel centrodestra e nella maggioranza, a Montecitorio, da qualche giorno hanno iniziato a pensare che il rischio di sconfitta "è concreto". E non è passata inosservata la timidezza della destra “romana” nel sostenere Venturini contro il dem Martella. Tra i nomi in supporto alla candidatura a sindaco del comune lombardo del leghista Riccardo Ghia, sostenuto anche da FdI e Noi Moderati, figurano anche quelli di Hussein Ibrahim e di Hagar Haggag, due rappresentanti della comunità islamica. Entrambi vorrebbero entrare in consiglio comunale, ma il vicepremier non ci sta. "Il problema non è l'etnia o la religione, abbiamo candidato e abbiamo rappresentanti nei Comuni di tante etnie diverse, di tante nazionalità e di tante religioni", ma "non puoi fare un volantino in arabo inneggiando ad Allah o fare un volantino col velo, quella è un'altra storia", ha detto Salvini. Il quale, pur escludendo commissariamenti del partito a Vigevano, ha comunque sottolineato che i due candidati in questione "non rappresentano la Lega e chi li ha candidati ha sbagliato".A rinfocolare la polemica ci si è messo anche Futuro Nazionale. Sui social il partito di Roberto Vannacci ha ripubblicato i volantini e il post in cui Ibrahim chiedeva l'aiuto di Allah per la sua candidatura. "Se dici di combattere l'islamizzazione non candidi nelle tue liste chi pubblicamente invoca Allah in campagna elettorale. Coerenza. Questa sconosciuta", recita il post dei vannacciani. Già nei giorni in cui hanno cominciato a circolare le immagini dei volantini, il partito si è distaccato dalla candidatura di Ibrahim e Haggag. Il coordinatore lombardo degli amministratori locali della Lega Andrea Monti l'ha ridotta a "decisione prettamente locale" della sezione di Vigevano, rimarcando che la posizione del Carroccio sull'islam "è chiara e la scelta territoriale rimane in antitesi rispetto ai nostri valori e alla linea del nostro movimento", pertanto "ne prendiamo le distanze".Complessivamente il centrodestra si presenta unito nella maggior parte dei comuni, ma ci sono alcuni capoluoghi di provincia in cui la maggioranza si divide. A Chieti, per esempio, la Lega aveva detto che non avrebbe voluto un candidato civico e soprattutto non avrebbe accettato alcuna condizione imposta dall’alto dai suoi alleati. E dopo che Fratelli d’Italia, FI e Noi moderati hanno concordato sul nome dell’avvocato Cristiano Sicari, il Carroccio ha subito virato su Mario Colantonio, ex assessore comunale, con il sostegno dell’Udc. Un discorso simile si può fare per Avellino. Nella città campana per sfidare Nello Pizza, candidato del campo largo, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno scelto Laura Nargi, la prima donna a guidare l'amministrazione comunale di Avellino, mentre la Lega e l’Udc hanno deciso di sostenere Gianluca Festa. Da notare che tutti e quattro i partiti del centrodestra hanno messo in campo soltanto simboli civici, ma facilmente identificabili, come Forza Avellino e Fratelli d’Avellino. E poi c’è il caso di Crotone, dove la Lega non presenta il suo simbolo, ma mette comunque i suoi uomini nelle liste civiche a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Voce.Il centrosinistra invece, complice le alterne defezioni di Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva, per questa tornata elettorale è costretta a schierare un campo largo in generale, ma allargabile all’occorrenza: in alcune città come a Crotone e a Fermo scende in campo con una coalizione che tiene insieme tutti: dai riformisti di Matteo Renzi fino a Rifondazione comunista. Mentre, in altri comuni al Pd viene a mancare il principale alleato: il partito di Giuseppe Conte infatti a Fermo non si presenta neanche. In altre ancora, Salerno, Mantova e Trani, il Movimento schiera dei propri candidati: a Mantova, in particolare, dove il campo largo è riuscito a portare con sé anche Azione di Carlo Calenda, propone Mirko Granato, project manager culturale e giornalista di 37 anni, mentre a Trani si gioca tutto con Vito Branà, che fino a qualche settimana prima sosteneva il candidato del campo largo Marco Galiano, su cui erano confluiti Pd, Avs e Italia Viva. Ma non sono solo le defezioni dei pentastellati a minare l’unità del centrosinistra perché nei capoluoghi siciliani al voto a far venire meno il loro appoggio sono stati Italia Viva e Alleanza Verdi-Sinistra.In alcune delle città dove si voterà per eleggere il primo cittadino e la giunta comunale le alleanze che i partiti di maggioranza hanno stretto seguono una propria logica. Possiamo trovare infatti Lega e Fratelli d’Italia alleati con il Partito democratico contro Forza Italia a Villapiana, in provincia di Cosenza, ma anche Fratelli d’Italia e Forza Italia contro la Lega a Cervia nel ravennate e il Carroccio che a Imola appoggia un’ex esponente del Pd locale e candidata alla Camera nel 2018 con Liberi e Uguali. Ma c’è anche il caso di Fondi (Latina) dove il centrodestra presenta ciascuno un candidato proprio.
Venezia, Salerno, Vigevano e gli altri comuni al voto per le amministrative 2026
Questo fine settimana si vota in diciotto capoluoghi di provincia, uno di questi (Venezia) lo è anche di regione. Dalle elezioni in Laguna dopo il caso Biennale a quelle in Campania, con Vincenzo De Luca candidato sindaco contro il suo stesso Partito democratico. Una rassegna delle città che eleggono il loro nuovo sindaco













