I senatori russi vorrebbero far girare i film durante i combattimenti. Né intendono sentire più di tanto le obiezioni degli addetti ai lavori. C'è chi fa notare che non ci sono più gli eroi di una volta. E chi contesta i divieti imposti ai minori. La campagna russa non conosce confini: il caso delle scuole in Kirghizistan
“Panem et propagandam” si potrebbe definire il motto delle autorità russe, se il lettore perdona il neologismo latino. In realtà, se gli imperatori romani si preoccupavano in una certa misura del benessere del proprio popolo assicurando che avessero da mangiare e da divertirsi con adeguati spettacoli nei circhi, tra l’altro diffusi in tutto l’impero - "panem et circenses", diceva Giovenale -, in realtà dalle parti del Cremlino più che altro ci si ingegna ad assicurare sempre nuovi benefici ai reduci (e ai caduti) della guerra e relative famiglie, ma soprattutto ci si sforza a trovare nuove iniziative propagandistiche, con l’unico obiettivo di mantenere al potere Vladimir Putin e il suo cerchio poco magico (visti i risultati…).









