Stephen Colbert spegne le luci del Late Show della Cbs dopo 33 anni in onda: «Finalmente se n'è andato», ha celebrato l'addio Donald Trump passando a minacciare gli altri comici della notte, «strapagati, privi di talento e con bassi rating. Faranno la sua fine».
Trump ha sempre negato di aver messo lo zampino nel licenziamento di Colbert, arrivato nel bel mezzo della scalata da 8,4 miliardi di dollari dei suoi amici Larry e David Ellison alla casa madre della Cbs, Paramount Global. Protagonista di uno show sempre più politico, il comico era stato cancellato in luglio pochi giorni dopo aver criticato la rete per il patteggiamento di una causa da 16 milioni di dollari con il tycoon.
Avendo serbato fino all'ultimo il segreto sull'ultimo ospite del suo salotto tv, il cattolicissimo Colbert aveva tenuto il pubblico sulla corda tra voci secondo cui aveva ottenuto una partecipazione eccellente: nientemeno che Papa Leone, da lui più volte chiamato la sua "balena bianca". Era ovviamente uno scherzo e l'arrivo di Paul McCartney non ha deluso: «Il cerchio si chiude. Sei perfetto come ultimo ospite», gli ha detto il padrone di casa, ricordando che proprio all'Ed Sullivan Theater nel 1964 i Fab Four debuttarono negli Usa e fu un momento epocale, non solo per la musica ma anche per la televisione. A quel punto, in equilibrio tra ironia e gravità come è sempre stato il trademark di Colbert, l'ultimo Late Show è entrato nel vivo: «All'epoca immaginavamo l'America come il posto da dove veniva tutta la musica che amavamo. L'America era la terra della libertà, la democrazia più grande», ha detto 'Macca', per poi, dialogando con il comico, lanciarsi nell'unica stilettata contro Trump: «Eravamo abituati a poco make-up, ma qui le truccatrici ci coprirono la faccia di fondotinta arancione», ha detto l'ex Beatle. «È popolare in certi ambienti di questi tempi», ha raccolto la palla Colbert: «Grazie Paul McCartney».











