NEW YORK - Stephen Colbert ha salutato "The Late Show" buttando dal tetto l’arredamento dello studio televisivo della Cbs. Letteralmente, insieme al fondatore dello spettacolo satirico serale David Letterman. Una scelta simbolica, oltre che surreale, per manifestare insieme nella maniera più plateale possibile il dissenso contro l’emittente accusata di essersi piegata alla volontà di Donald Trump.

"The Late Show" era una delle irriverenti trasmissioni con cui il pubblico adulto di divertiva prima di andare a dormire. Il passato diventerà obbligatorio da giovedì, data dell’ultima puntata. Gli ospiti finali non sono ancora stati rivelati, ma il lungo addio è cominciato con la ripetizione di uno scherzo fatto proprio da Letterman, lanciando dal tetto dell’Ed Sullivan Theater due poltroncine dello studio, la sedia del conduttore e alcune angurie. L’obiettivo da colpire in strada era un logo della Cbs. "Sono eccitatissimo dall’idea di distruggere proprietà della nostra tv", ha detto Letterman, prima di cimentarsi nel lancio degli oggetti col successore Colbert.

La ragione non è solo professionale, col dispiacere di veder morire la propria creatura, ma soprattutto politica. "The Late Show" è stato sempre il più abrasivo, tra gli spettacoli serali americani, nella tradizione della satira che non risparmia nessuno e del Primo emendamento della Costituzione che garantisce a tutti la libertà di espressione.