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Nel marzo del 1977 il fumettista italiano Andrea Pazienza aveva 21 anni e dovette rimediare a un problema che si era creato da solo. La rivista Alter Alter stava per pubblicare il primo numero di Le straordinarie avventure di Pentothal, il suo fumetto d’esordio incentrato su uno scombinato studente fuori sede di Bologna (Pentothal, per l’appunto) che passava il tempo a drogarsi e a disegnare, mentre attorno a lui tutti si interessavano di politica e frequentavano i collettivi universitari del vivace contesto bolognese.

Pazienza aveva consegnato le tavole a febbraio, convinto di aver finito il lavoro. Ma le cose cambiarono l’11 marzo, quando a Bologna il militante di Lotta Continua Francesco Lorusso fu ucciso da un carabiniere durante una contestazione studentesca. Nei giorni successivi, le foto delle grosse manifestazioni studentesche e dei blindati che il ministro dell’Interno Francesco Cossiga inviò in città per reprimerle finirono su tutti i giornali, che cominciarono a parlare dei «fatti di Bologna». Come esordio Pazienza avrebbe voluto un racconto autobiografico e calato nella contemporaneità e invece, senza riferimenti a quello che stava succedendo, la sua storia era già diventata vecchia.